“La spallata”: una commedia sul confronto generazionale
Da stasera a giovedì lo spettacolo di Gianni Clementi diretto da Vanessa Gasbarri Una famiglia alle prese con difficoltà decide di aprire un’attività di pompe funebri
MODENA. Secondo appuntamento con la prosa del teatro Michelangelo. Da stasera a giovedì, alle 21.15, andrà in scena “La spallata” di Gianni Clementi con Antonio Conte, Giorgia Trasselli e Gabriella Silvestri; regia di Vanessa Gasbarri.
Una saporita commedia capace di coniugare con equilibrio ed originalità una graffiante ironia ed il calore delle atmosfere familiari più tradizionali e genuine. Lo spettacolo porta la firma - garanzia di umorismo brillante, assolutamente non volgare e adatto a spettatori di ogni età - di Gianni Clementi, autore di innumerevoli commedie teatrali che hanno conquistato senza riserve sia il pubblico italiano che quello straniero.
Ne “La Spallata”, l' intreccio narrativo denso di sorprendenti colpi di scena, viene contrappuntato dagli eventi storici di un'epoca divisa tra grandi rivoluzioni e drammi incombenti. Al centro dei fatti raccontati troviamo il microcosmo di una famiglia e un difficile confronto generazionale.
Da un lato due cognate, protettrici di questo nucleo familiare matriarcale, cercano di affrontare le asperità del quotidiano o si abbandonano al fluire di un'esistenza ancorata al passato ed ormai priva di stimoli; dall'altro i loro quattro figli appaiono pervasi dal desiderio di riscatto sociale, realizzazione personale e successo economico tipico della gioventù ed in particolare della cornice storica offerta dagli anni Sessanta. Uno spettacolo intenso, divertente, ricco di pathos e comicità. La tradizione della commedia d'autore all'italiana rivisitata con la giusta dose di modernità ed un entusiasmo trascinante.
Due cognate, una attenta e attiva, l'altra sognatrice, scanzonata e generosa, affrontano in maniera opposta il grave lutto che ha colpito le loro famiglie, i rispettivi mariti sono infatti mancati in seguito ad un incidente sul lavoro. E mentre la Roma di allora si ricostruisce, anche la famiglia Ruzzichetti cerca di rinascere dalle proprie ceneri, e quale modo migliore in un momento come quello se non “mettersi in proprio”?
Ci vuole un’impresa, una ditta, un’attività di pompe funebri. L’idea geniale è di Benito detto Tito, intraprendente e confusionario figlio di Lucia, che insieme al rivoluzionario fratello Littorio, detto Vittorio, decide di fondare questa nuova attività, che viene chiamata “L’Ultimo respiro”. Come sostenere le prime spese? Il carro? Le corone? I vestiti?
Protagonista di questa esilarante commedia è la vita, la vita che si confronta, che si contrasta, che si costruisce con una vita e per una vita si spezza, la vita che riflette, che dispera e che ride fragorosa. (n.c.)
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