Gazzetta di Modena

Nella materia soffia la vita

di Michele Fuoco
Nella materia soffia la vita

Al castello le sculture in ferro e terracotta di Claudio Melotti

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MONTEFIORINO. La scultura di Claudio Melotti nel Castello di Montefiorino (inaugurazione con il sindaco e assessori) si afferma come arte di tradizione. Stupisce nei dettagli in ferro che la compongono e determinano una chiara leggibilità: un bestiario fatto di uccelli (pavone, falco, chiurlo, piovanello, alzavola, quaglia, uccello lira...), cane con beccaccia in bocca, cavallo, ma anche qualche figura. Ad organizzare l'immagine occorre un lungo lavoro che dura anche dei mesi, perché ogni lamina, di varie dimensioni, viene lavorata con una cura minuziosa. La sagomatura, la “ricucitura” con sapienti e perfette saldature, la capacità di portare, con il fuoco, il materiale duro a docile forma sostengono una manualità eccezionale che mette in luce come l'abilità artigianale sia, come in passato, fondamentale per l'artista che vuole portare l'opera a buoni esiti di rappresentazione. La scultura di Molotti, modenese di nascita (vive e lavora da anni a Castellarano), si pone come arte che non ha dimenticato il proprio dovere, ma anche il proprio potere di dare bellezza e senso alla realtà delle cose, nella connessione con l'uomo. E un rapporto di organica compenetrazione con la natura trova lo scanzonato ragazzino che reca nelle mani un fiore e un uccellino, quasi nella meraviglia di ciò che il creato può ancora offrire. Il fanciullino sembra trovarsi vicino alla rivelazione di un mondo di ingenuità e di tenerezza, al senso poetico dell'esistente. Ma una lattina di coca cola e uno stropiccciato foglio di giornale, ai suoi piedi, richiamano ad un maggiore rispetto dell'ambiente e al “bombardamento” dei mass-media. Lo scultore riesce a spaziare in altri campi con l'Europa raffigurata da una bambina appena nata ed innalzata su due mani; con “Pagaso”, cavallo alato, che pare stabilire rimandi al mito. Vivono nella disciplina, grazie ad un costante esercizio della costruzione, anche le terrecotte. La materia povera, come la creta, trova tra le mani di Melotti giustezza ed efficacia di d'immagine, con cavalli e ballerine che rendono conciliabili forza, grazia e leggerezza. È bene sottolineare che le sue sculture trovano spesso fondamento in disegni, nati come studi, non presentati in questa mostra, per dire che tutto è ben concepito nella realizzazione dall'opera plastica, sempre affidata ad un controllo severo di ogni parte, ad una fattualità esperta e consapevole.

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