Un’ora di poesia e musica specchio dei cambia-menti del Kom
“Sono innocente” è il diciassettesimo album in studio di Vasco Rossi. L’ultima fatica del Kom arriva a tre anni da “Vivere o niente” e si compone di quindici brani, di cui dieci tracce inedite, tre...
“Sono innocente” è il diciassettesimo album in studio di Vasco Rossi. L’ultima fatica del Kom arriva a tre anni da “Vivere o niente” e si compone di quindici brani, di cui dieci tracce inedite, tre reloaded e due bonus track.
Ascoltando il disco, ci si accorge subito che la recente svolta “heavy” del Blasco non è frutto di un momento di follia e nemmeno uno sfizio che l’artista di Zocca si è voluto togliere, quanto piuttosto un cammino artistico che il rocker ha intrapreso naturalmente e con assoluta convinzione.
“Sono innocente” è un album autobiografico, un dialogo con se stesso e il mondo esterno sincero e potente, nei testi come nel sound. È lo specchio dei cambia-menti e dell’evoluzione musicale del Komandante, è il risultato di un viaggio tra studio e palco nel quale raccontare Vasco uomo e cantautore. È “il potere consolatorio e inarrestabile del rock” il motore di tutta la sua produzione, come spiega lo stesso artista.
Il nuovo progetto discografico si apre con “Sono innocente ma…” un pezzo hard rock, energico e adrenalinico, stilisticamente in linea che le sonorità uscite dal Live Kom 014. L’approccio, per quanto concerne la parte musicale, è molto distante da quello offerto nei precedenti lavori. Nato e confezionato a Bologna e, solo nella fase iniziale, a Los Angeles, “Sono innocente” contiene canzoni che risentono di influenze nu metal e prog metal d’oltreoceano e scandinavo, ma anche ballad travolgenti che profumano di passione e di malinconia.
Con “Quante volte”, “Come vorrei” e “Dannate nuvole”, invece, ci regala frammenti di note e parole capaci di ribaltare l'atmosfera e di approfondire quella ricerca di “un senso” iniziata con “Il mondo che vorrei” nel 2008. E poi “Rockstar” e “Lo vedi”, devastanti e taglienti, che risuonano potenti nelle casse e danno un sapore internazionale al disco. Si torna agli inizi di carriera, al primissimo Vasco degli esordi, con la splendida “Accidenti come sei bella”; si sorride con la frizzante “Aspettami” e la febbricitante “Guai”, scritta con l’amico Gaetano Curreri.
Per quanto riguarda i bonus tracks, Vasco si è divertito a inserire vere e proprie chicche musicali che riprendono brani del passato (“L’uomo più semplice”, reload version), per vestirli con abiti moderni, dalla divertente “L'ape regina” alla simpatica “Marta piange ancora”, pezzo nato nel 2007 e che girava in rete come bozza pirata. In “Sono innocente”, insomma, c'è tutto quello che deve esserci in un disco di Vasco: spunti sui quali riflettere, autoironia, emozioni, energia, condensati in un'ora di poesia e musica. (s.m.)
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