Gazzetta di Modena

Il commiato di Sylvie Guillem a Modena la prima mondiale

Il commiato di Sylvie Guillem a Modena la prima mondiale

L’addio alle scene con “Life in progress” prodotto dal Sadler's Wells di Londra «Dopo 39 anni voglio fermarmi mentre sono ancora felice di fare ciò che faccio»

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Il suo nome significa danza ed a buon titolo si può definire, nel panorama internazionale di questa arte, “la ballerina”. Si terrà al Teatro Comunale Luciano Pavarotti il 31 marzo del prossimo anno, la prima mondiale del nuovo spettacolo con il quale Sylvie Guillem darà l’addio alla scene. Un momento storico nella carriera di una delle più grandi danzatrici di tutti i tempi che al teatro Comunale ha presentato in anni recenti i suoi ultimi spettacoli, fra i quali “6000 miles away”, a Modena nel 2012 in prima italiana e in seguito premiato con il Leone d'Oro alla Carriera della Biennale Danza di Venezia, e “PUSH”, nel 2006, sempre in prima italiana. “Life in Progress”, questo il titolo del nuovo spettacolo prodotto dal Sadler's Wells di Londra dove è stato presentato ieri mattina in conferenza stampa, inizierà proprio a Modena un tour mondiale che si concluderà a Tokyo a dicembre 2015.

Dopo una carriera senza precedenti che si è sviluppata lungo un percorso di quasi 35 anni di successi, sia nel campo del balletto classico che della danza contemporanea, Sylvie Guillem presenta il suo ultimo programma insieme al Sadler's Wells di Londra dov'è artista associato dal 2006. Per questo speciale progetto, in cartellone a Londra dal 26 al 31 maggio 2015, la ballerina interpreterà sia lavori esistenti che nuovi, firmati dai coreografi che hanno maggiormente influenzato la sua recente carriera in ambito contemporaneo.

Danzatrice famosa in tutto il mondo grazie ad una lunga carriera svolta al Balletto dell'Opéra di Parigi, al Royal Ballet e al Tokyo Ballet, Sylvie Guillem ha interpretato alcuni ruoli chiave in lavori firmati dai Maestri della danza: Kenneth MacMillan, Maurice Béjart, Frederick Ashton, William Forsythe e Mats Ek. Si è inoltre distinta come danzatrice nel contesto contemporaneo interpretando successi come “PUSH”, “Sacred Monsters” e “6000 miles away”.

“Life in Progress” sarà dunque l'ultima opportunità di vedere l'artista danzare su un palcoscenico. Per l'occasione Sylvie Guillem interpreterà due nuovi lavori fra i quali un assolo di Akram Khan, coreografo associato del Sadler's Wells, e un passo a due con la ballerina del Teatro alla Scala Emanuela Montanari. Il nuovo duetto è firmato dal coreografo Russell Maliphant con le luci di Michael Hulls, entrambi artisti associati del teatro e già collaboratori di Sylvie Guillem in occasione dello spettacolo “PUSH”. Il programma comprende anche il solo “Bye” che Mats Ek ha creato per la ballerina e da lei già interpretato quale parte dello spettacolo “6000 miles away”. Nella stessa occasione si vedrà anche “Duo” di William Forsythe, del 1996, danzato da due interpreti maschili.

«Fu con un incredibile scivolone che feci il mio primo inchino, 39 anni fa… Alla scuola del balletto dell'Opéra di Parigi» racconta Sylvie Guillem. «Tutti gli studenti (soprannominati “piccoli sorci”) - prosegue - dovevano inchinarsi davanti ai ballerini professionisti e agli insegnanti come segno di rispetto. I ballerini avevano sempre quest'aria solenne e distaccata, e quando andavamo di fretta sembrava che sbucassero fuori dal nulla costringendoci a bloccarci con delle gran scivolate per fargli l'inchino. Il vecchissimo pavimento, tirato a cera e diventato sempre più liso a causa delle scivolate di generazioni di studenti, rendeva questo compito piuttosto pericoloso. A tutta velocità, cercavamo di mantenere per almeno mezzo secondo il nostro inchino: una flessione con le braccia allungate verso il basso a formare una V, i palmi rivolti a terra, un piede puntato dietro la gamba d'appoggio. Fatto questo, ripartivamo, “trottando” verso la classe successiva. Questi traballanti segni di rispetto erano tutto tranne che graziosi, ma per noi volevano dire “Missione compiuta”!».

«Dopo 39 anni di pratica - continua dunque la Guillem - ho deciso di fare il mio ultimo inchino. Il prossimo anno, nel 2015, farò il mio ultimo tour come ballerina, con una nuovissima produzione pensata per dire addio, con gratitudine e con enorme emozione. Presenterò nuovi lavori di Akram Khan e Russell Maliphant, oltre a due brani di Mats Ek e William Forsythe. Ho amato ogni minuto di questi 39 anni e oggi ne godo ancora allo stesso modo. Dunque perché smettere? Molto semplice: perché voglio fermarmi mentre sono ancora felice di fare quello che faccio con orgoglio e passione. Inoltre… ho un amico, un agente segreto, al quale ho dato “licenzia di uccidere” nel caso provassi a continuare a danzare più a lungo del dovuto! E francamente, mi piacerebbe risparmiargli questo compito. Ho iniziato bloccandomi con uno scivolone, mi sono imbarcata in un viaggio entusiasmante, ora sto per cambiare direzione. Questa è una “Life in Progress”, una vita in corso. La mia».

Universalmente riconosciuta quale una delle più grandi ballerine al mondo, Sylvie Guillem è nata a Parigi. Dopo una prima formazione di atletica leggera, nel 1977, a 11 anni, ha iniziato a studiare alla Scuola di Balletto dell'Opéra di Parigi e nel 1981 è entrata nel corpo dei ballo. A 19 anni è stata promossa a ruolo di étoile da Rudolf Nureyev. Da allora ha interpretato tutti i maggiori ruoli del repertorio classico con le più grandi compagnie, fra le quali il Royal Ballet, l'Opéra di Parigi, il Tokyo Ballet, l'Australian Ballet, l'American Ballet Theatre e La Scala.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google