Il film «9x10 Novanta» apre ViaEmiliadocFest
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MODENA. Sarà il film collettivo firmato da dieci registi “9x10 Novanta” (proposto stasera dalle 20,30) ad inaugurare “ViaEmiliaDocFest”, festival del cinema documentario di Modena, che si svolgerà fino a domenica al teatro dei Segni di via San Giovanni Bosco 150. Al termine della proiezione Marco Bonfanti e Pietro Marcello incontreranno il pubblico il sala. Nel 2014 l'Istituto Luce ha compiuto 90 anni. Una lunga storia che ha accompagnato l'Italia attraverso il cinema, e con quel patrimonio di immagini unico al mondo che è l'Archivio Luce. Dieci registi sono stati invitati a realizzare un piccolo film, ciascuno con 10 minuti di immagini dell'Archivio, scelte tra le migliaia di ore di filmati che esso contiene. Ne è nato un album di narrazioni diverse con la firma di più attori: Alice Rohrwacher, Alina Marazzi, Claudio Giovannesi, Costanza Quatriglio, Giovanni Piperno, Marco Bonfanti, Paola Randi, Pietro Marcello, Roland Sejko, Sara Fgaier. Ci sono la favola e il diario, la fantastoria e la poesia, le parole di grandi scrittori accanto alle voci di persone comuni. Con personaggi reali e storici, e personaggi di pura finzione. Abbiamo chiesto a Marco Bonfanti di parlarci di questo film.
«Il patrimonio dell'archivio dell'Istituto Luce è diventato patrimonio dell'Unesco – spiega il regista – Credo che molti italiani non sappiano dell'esistenza di questo tesoro. Anzi, in tanti pensano che sia legato al fascismo».
L'Istituto Luce era nato con l'intento di sviluppare l'educazione della popolazione italiana analfabeta attraverso le immagini, ma poi se ne servì anche Mussolini.
«Esatto. Molto spesso si associa nell'immaginario collettivo Mussolini al materiale dell'Istituto Luce cosa però che non è del tutto vera, visto che viene conservato anche materiale che va dalla seconda Guerra mondiale fino agli anni Settanta. Quando mi hanno chiesto di partecipare al progetto, inizialmente sono stato titubante. Scavando però mi sono accorto che la questione propagandista è stata del tutto marginale perché vi è tantissimo materiale che ha uno sfondo più informativo e giornalistico. Nel film poi quasi nessuno ha affrontato questioni legate al fascismo. Solo un paio vi hanno prestato attenzione. Abbiamo avuto ampia libertà dal punto di vista artistico, a patto di usare il materiale dell'Istituto Luce».
Di quale settore ti sei interessato?
«Ho scritto una sceneggiatura molto precisa. Ho affrontato una storia che copre vent'anni, dalla fine della seconda Guerra mondiale fino al 1969. Ho raccontato i punti più importanti della storia italiana di quegli anni».
Nel 2102 hai diretto “L'ultimo pastore”, portando quasi 1500 pecore in piazza Duomo, a Milano.
«E' un film che è stato accolto molto bene all'estero. Quando ho saputo che a Milano, una delle città più cementificate in Italia, c'era un pastore è scattata l'idea di farci un film. E' un piccolo capolavoro cult che ha venduto più di diecimila dvd, che è una cifra spropositata. E' un film che ho voluto fare anche per i bambini».
Progetti futuri?
«Sto lavorando ad un nuovo film e proprio in questo periodo sto scrivendo la sceneggiatura».
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