“Rigoletto” nuova produzione sui bozzetti storici di Ghiglia
L’opera è diretta da Giovanni Di Stefano per la regia di Giandomenico Vaccari Interpreti Fabian Veloz, Ho-Yoon Chung e due soprani Ilina Mihaylova e Milica Ilic
MODENA. Si apre questa sera alle 20 la stagione lirica del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, con la nuova produzione di “Rigoletto” di Giuseppe Verdi. L'inizio è alle 20. L'opera sarà in replica anche venerdì 14 alle 20 e domenica 16 alle 15.30.
Per la regia di Giandomenico Vaccari e la direzione musicale di Giovanni Di Stefano, l'allestimento si avvale di una scenografia di impianto naturalistico nata dai bozzetti storici di Lorenzo Ghiglia. E, in occasione dell’apertura di stagione, esce anche il fumetto di Rigoletto edito dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena per la collana “Lirica a Strisce”, arrivata alla sua settima pubblicazione. Il fumetto è stato commissionato al modenese Stefano Ascari, sceneggiatore di tutti i titoli pubblicati finora, e al disegnatore Andrea Riccadonna.
Su soggetto tratto dal dramma di Victor Hugo “Le roi s’amuse”, Rigoletto è un’opera che, per la sua commistione di commedia e tragedia aprì una nuova stagione del melodramma italiano, e rappresenta il primo momento di una trilogia verdiana che proseguì con “Trovatore” e “Traviata”. «Rigoletto Trovatore e Traviata, tra il 1851 e il 1853, segnarono un grande punto di svolta nella drammaturgia e dell'estetica di Verdi - spiega il regista Giandomenico Vaccari - Una svolta soprattutto di tipo drammaturgico, oltre che musicale. Per la prima volta, nel nostro teatro dell'800, in cui c'erano già stati degli esperimenti con Donizetti, c'è un grande sforzo di ricerca psicologica dei personaggi e quindi di vera costruzione drammaturgica».
La storia è nota: Giullare al servizio del Duca di Mantova, affabulatore feroce e impietoso con le vittime dei suoi dileggi, Rigoletto nasconde sotto la maschera del buffone un tenero affetto paterno, il segreto inconfessabile di una figlia illibata e di una vita ordinaria. «È un momento eccezionale della creatività verdiana - commenta Giovanni Di Stefano, direttore fra i più attivi del repertorio operistico italiano, al quale nel 2013 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha consegnato il Premio “Giovanni Paisiello Festival”, nonché direttore artistico dell’Opera Giocosa di Savona. «Verdi mette in scena la sua concezione di un teatro totale, che si realizzerà in modo più evidente negli anni successivi culminando in titoli come Simon Boccanegra, Falstaff e Otello».
La nuova produzione prevede, nei tre ruoli principali dell’opera, il baritono argentino Fabian Veloz, il tenore Ho-Yoon Chung nelle vesti del Duca di Mantova, e due soprani che si alterneranno nei panni di Gilda, Ilina Mihaylova (12 e 16 novembre) e Milica Ilic. I complessi strumentali e vocali saranno quelli dell’Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna e del Coro Lirico Amadeus-Fondazione Teatro Comunale di Modena preparato da Stefano Colò.
L’opera è realizzata grazie alla coproduzione di Fondazione Teatro Comunale di Modena e del Centro servizi culturali Santa Chiara - Teatro Sociale di Trento con un allestimento curato dallo storico laboratorio scenografico Sormani-Cardaropoli.
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