Ginevra Di Marco: «Al TeTe presento le mie due anime»
«Questa sera, spiega l’artista, proporrò un concerto basato sugli ultimi due dischi uno è il proseguimento della ricerca nella musica popolare, l’altro più intimista»
MODENA. La rassegna “Margini” di Peso Specifico prosegue stasera, alle 21, al teatro TeTe con Ginevra Di Marco e l'orchestra da camera Stazioni Lunari, che presentano lo spettacolo musicale “Canti, richiami d'amore”. Un excursus tra canzone d'autore e canzone popolare; brani tratti dal cantautorato italiano di qualità e dalla secolare produzione della varie regioni d'Italia, scelti per significato evocativo e morale. Canzoni legate all'anima e alla sfera più intimista, spirituale, canzoni alla ricerca delle tematiche più importanti, sulla difesa dei più deboli, sull'amore, sulla felicità.
«Stasera arriveremo in trio - spiega Ginevra Di Marco - Abbiamo anche un quartetto che proponiamo quando c'è da fare qualcosa di più ballereccio. Stasera al TeTe proporrò un po' le due facce dell'espressività di Ginevra. Sostanzialmente faremo un concerto basato sugli ultimi due dischi: uno è “Donna Ginevra”, un proseguimento verso la ricerca di musica popolare italiana e di altri paesi anche con canzoni che vengono dai Balcani, dalla Spagna, e di altri luoghi del Mediterraneo; l'altro è “Canto, Richiami d'amore” dove vi è una parte più intimista e mistica che viene da un disco che abbiano registrato in occasione del Natale 2010 nella Basilica di Santa Croce, a Firenze».
Chi sono i tuoi compagni di viaggio?
«I due musicisti che mi accompagneranno sono due compagni di sempre: Francesco Magnelli che sarà alle tastiere e piano, e Andrea Salvadori alle corde ma suonerà anche uno strumento greco».
Come è nata la passione per la musica etnica?
«È nata strada facendo dopo aver fatto dieci anni con i CSI e PGR. Diciamo che mi sono affacciata a curiosare altrove, verso cose che non avevo mai fatto, anche in una modalità diversa che avvicinassero soprattutto le persone. In fondo la musica popolare ha la grande bellezza di saper parlare a tutti ed ha dei codici che avvicinano gli individui in una dimensione che fino ad allora non avevo mai capito. Lo spettacolo Stazioni Lunari, che ho fatto con Francesco, ha visto la partecipazione di tanti artisti sul palco. Un allargamento alla musica abbracciandola anche a 360°. Spesso mi sono trovata interprete anche di altre canzoni».
Non a caso hai inserito nell'album “Donna Ginevra” anche “Terra mia” di Pino Daniele e “Io sì” di Luigi Tenco.
«È una scelta che ho fatto per dimostrare che anche la musica d'autore spesso proviene dalla musica popolare che sta nel profondo, nel sangue di tanti cantanti».
Vogliamo parlare della Ginevra Di Marco compositrice?
«Ho scritto brani inseriti nei primi due dischi da solista, dopodiché c'è stato il grande innamoramento da interprete visto che ho scoperto tante voci, tante lingue e questo mi ha divertito e mi diverte tuttora. Spero di continuare a comporre anche per il prossimo disco che vedrà qualche canzone inedita e altre riscoperte».
Quando dovrebbe uscire il nuovo lavoro?
«Ci stiamo già lavorando ma ci vuole molta calma e tranquillità. Speriamo di uscire con il nuovo disco nella primavera del prossimo anno».
Nicola Calicchio
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