Riflessioni sulla vita: un libro di Gavioli
“Nessuno mi può giudicare” viene presentato domani al Caffè delle Passioni
MODENA. Un romanzo per riflettere sul valore dell'amicizia che non resta immutata nel tempo. A cinquant'anni tre coetanei scoprono che diversi e forti erano i legami ai tempi dell'università. Stefano, Luigi e Guido, protagonisti del libro di Claudio Gavioli “Nessuno mi può giudicare” (Incontri editrice, pp. 198, 12 euro), che viene presentato domani alle 18.30 al Caffè del Teatro delle Passioni, mettono a nudo la propria storia che lievita in una realismo quotidiano, tra egoismi e ambizioni. Stefano, psicanalista, con il matrimonio finito e “qualche rara storia di sesso senza scintille”, trova l'affetto della figlia Valentina che egli scoprirà di essersi offerta alle braccia di Luigi, compagno di gioventù, che aveva scelto la carriera politica. Nella triade rientra Guido, architetto indolente, con gli occhi di una vitalità da adolescente, che ama il gioco continuo delle seduzioni delle belle donne, tanto da restarne vittima, nel rapporto con Amanda, per infarto. E suo figlio Riccardo, involontario studente di medicina, ha scelto di rifornire i tossici. Il romanzo si fa racconto dolce e amaro, ironico. È la passione amorosa a illuminare l'esistenza. Tutto è narrato con senso dell'avventura e una visione realistica della vita. La varietà di argomenti non genera dispersione, costituendo una precisa testimonianza di vicende umane. Lo scrittore pare interrogarsi sulla condizione dell'uomo, estendendo il campo d'indagine dagli enigmi della psiche dell'individuo al rapporto con la società. È il sesto romanzo di Gavioli. Il primo nel 2003 “Vite all'asta”, il penultimo “L’uomo solitario”, due anni fa.
Michele Fuoco
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