«Il lavoro fatto a Modena sul Duomo? Mi “vietarono” la chiesa e io mi vendicai»
MILANO. Dario Fo ieri nel suo studio ha avuto anche modo di raccontare quel che accadde nel luglio 2004, nelle settimane precedenti il suo spettacolo-lezione “Il Tempio degli Uomini Liberi” in...
MILANO. Dario Fo ieri nel suo studio ha avuto anche modo di raccontare quel che accadde nel luglio 2004, nelle settimane precedenti il suo spettacolo-lezione “Il Tempio degli Uomini Liberi” in piazza Grande. «Ricordo benissimo - rievoca l'artista - che un importantissimo uomo religioso di Modena non volle che entrassi nel vostro magnifico Duomo. Entrò la troupe che fece molte riprese, invece io fui costretto a recitare su un fondo neutro al quale vennero applicate le immagini degli interni della chiesa medievale. Ma mi vendicai: mentre registravo, dovendo fare finta di essere in Duomo ricordo che raccontavo al pubblico che si trattava di una finzione. Cari preti la scienza è più forte». All'epoca infatti ci furono polemiche relative a ciò, anche se in piazza Grande lo show fu un tripudio di pubblico con 7mila biglietti venduti ogni sera. Fo raccontava con i suoi modi il tempio di San Geminiano e il legame con la nostra città si infittì tanto che sono ormai una dozzina i libri che l'artista ha pubblicato con la casa editrice Franco Cosimo Panini: «Sono molto legato a Teresa e Marco Panini e quello spettacolo fu uno dei miei capolavori anche perché ricordo come l'editore Franco Cosimo Panini seguì ogni momento della preparazione dell'evento». (s.l.)
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