La modenese Olivia Corsini “sul trono” di Danimarca
L’attrice è la protagonista di “Olmo e il gabbiano” vincitore del concorso Il film, diretto da Petra Costa, ispirato al romanzo “Mrs. Dalloway” della Woolf
MODENA. Modena si può fregiare in ambito artistico, per l’esattezza cinematografico, di un ulteriore riconoscimento internazionale, ricevuto attraverso l’opera artistica dell’attrice Olivia Corsini. Il film “Olmo e il gabbiano” interpretato dalla giovane modenese, ha infatti vinto il primo premio della sezione Nordic:Dox (documentari nordici che hanno una visione chiara e un tocco personale) del CPH:DOX, festival danese internazionale dedicato ai documentari, il più importante di tutta la Scandinavia.
La pellicola, che è stata diretta da Petra Costa e Lea Glob, racconta la svolta drammatica della vita libera e bohémien di Olivia, attrice e artista, nel momento in cui, assieme al fidanzato Serge, scopre di essere incinta. Il periodo emotivamente intenso che segue la notizia, si snoda come una miscela delicata di spontaneità e viene messo in scena con “ricostruzioni” di episodi anch’essi emotivamente intensi della vita dei due attori, entrando come con un tuffo nella mente poetica ed esistenziale di Olivia in questo particolare stato durante la gravidanza.
La lieta notizia arriva però con un dilemma: la loro piccola compagnia teatrale di amici è stato invitata a mettere in scena “Il gabbiano” di Checov a New York, ma Olivia pensa che la sua pancia in crescita possa essere un ostacolo.
Lea Glob e Petra Costa, nella regia congiunta del film, riescono a trasmettere sia il potere, sia la sensibilità di un momento particolare nella vita di una donna, in un perfetto ibrido tra finzione, fragilità ed autenticità emotiva. “Olmo e il gabbiano” è un film ibrido moderno con radici classiche del teatro e del romanzo di Virginia Woolf “Mrs. Dalloway”.
Olivia Corsini è nata a Modena, dal 2002 fa parte della compagnia del Theatre du Soleil di Parigi, diretto da Ariane Mnouchkine, dove ha interpretato ruoli di primo piano nelle creazioni collettive di: “Le Dernier Caravanserail”, “Les Ephemeres” e “Les Naufragés du Fol Espoir”.
Prima di approdare al Teatro di Parigi ha fatto parte della compagnia internazionale del Teatro de los sendidos del regista colombiano Enrique Vargas e collaborato con diverse compagnie in Italia.
Formata alla Scuola di Arte Drammatica “Paolo Grassi”, e negli stages di Tina Nilsen (Odin Teatret) Julie Stanzak ((Tanztheatrer Wuppertal di Pina Bausch), da diversi anni si dedica alla formazione e alla direzione di laboratori di ricerca teatrale in Francia, Italia, Brasile, Cile e Argentina.
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