Gazzetta di Modena

ALLA GALLERIA PHBROKING DI VIA FARINI 56

Gay ugandesi, nelle foto lo spettro dell’ergastolo

di Michele Fuoco
Gay ugandesi, nelle foto lo spettro dell’ergastolo

Mostra del modenese Aldo Soligno per documentare la repressione antiomosessuale

2 MINUTI DI LETTURA





"Impiccateli!": così hanno titolato, con immagini tratte dal web, i maggiori tabloid in Uganda, nel momento in cui il governo ha approvato, in agosto scorso, la legge contro gli omosessuali e attivisti gay.

Una norma, già approvata dal Parlamento, con pene severissime che vanno da 14 anni fino all'ergastolo per chi si macchia del reato di omosessualità e fino a 7 anni per chi è accusato di favoreggiamento.

Una sorta di persecuzione che dura da tempo, sfociata in una legge assurda, inquietante, contro la quale la nostra città risponde con una mostra di Aldo Soligno presso la Galleria PhBroking e con il registro di riconoscibilità delle coppie di fatto che parte il 27 novembre.

«Proprio questa mostra - dice il sindaco Muzzarelli - si pone non solo come valore artistico, ma cerca di far luce sulle sofferenze, sulle discriminazioni, con un forte messaggio di rispetto verso chi vuole vivere secondo le proprie emozioni, i propri sentimenti». A parlare saranno le undici immagini che il giovane fotografo modenese ha scattato a Kampala, capitale dell'Uganda, dove ha soggiornato, in aprile scorso, per più di due settimane.

Non riconoscibili le persone fotografate. I ritratti sono di spalle e controluce, mettendo in rilievo solo i lineamenti delle sagome in nero. “Ritratti in negativo” (si sono aggiudicati, poche settimane fa, il prestigioso Pride Photo Award, in un concorso internazionale) che pure assumono una evidenza così certa nel porre interrogativi angoscianti sulla condizione di quelli che non possono affermare il loro diritto alla diversità e vivono nel terrore.

Da qui il titolo dell'esposizione "Let them show their faces" (lasciategli mostrare i loro volti), a cura di Gigliola Foschi, che vuole essere un invito ad un impegno comune. E chi oggi, dalle 17, andrà a visitare la mostra, patrocinata da Amnesty International e aperta fino al 31 dicembre, potrà essere coinvolto in una performance pubblica, facendosi fotografare di spalle, come ha fatto Soligno in Uganda. Si potrà pure affiggere l'immagine su una parete della galleria di via Farini 56 o in altri luoghi della città. È un coinvolgimento attivo, un’ adesione alla promozione di una campagna internazionale contro la legge antigay che il collezionista e esperto d'arte Giancarlo Fabbi vuole portare avanti con la sua galleria che, in questa occasione, presenta anche altre foto di Soligno, come reportage sulla vita quotidiana in Uganda. "La nostra galleria ospiterà altre rassegne dedicate a temi sociali. E nel 2015 una filandese e una tedesca porteranno le loro immagini di denuncia sulla condizione della donna».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google