Gazzetta di Modena

CONVEGNO A MODENA

“Il Cortile e la Spezieria...”: i segreti di San Pietro

“Il Cortile e la Spezieria...”: i segreti di San Pietro

MODENA. Un monastero e una abbazia benedettini, quelli di San Pietro, che non smettono di rivelare segreti e informazioni riguardo uno dei beni monumentali e religiosi più importanti di Modena. Un convegno di due giorni con esperti italiani e stranieri

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MODENA. Un monastero e una abbazia benedettini, quelli di San Pietro, che non smettono di rivelare segreti e informazioni riguardo uno dei beni monumentali e religiosi più importanti del capoluogo modenese. Luoghi che nel maggio 2012 subirono danni preoccupanti dalle terribili scosse sismiche: ma ciò è ora solo un brutto ricordo perché nel frattempo questi millenari muri sono stati restaurati. Non solo: nel frattempo sono stati riqualificati anche i cortili, mentre gli studiosi contemporaneamente studiavano i documenti.

Alla fine è stata messa insieme una vera e propria campagna informativa che si sintetizza nella pubblicazione di due volumi presso Franco Cosimo Panini editore e, oggi e domani, nel convegno internazionale “Arte nei Monasteri. Arte per i Monasteri. Scrittura arte e musica presso i Benedettini e altri ordini religiosi”. L'evento, presso il chiostro delle Colonne in via San Pietro 1, è organizzato da varie istituzioni culturali tra cui Fondazione Cassa di risparmio di Modena, festival Grandezze & Meraviglie e l'Ordine degli architetti. Si parte oggi alle 15,30 con interventi di Sonia Cavicchioli, Marco Cattini, Annalisa Battini, Lorenzo Pongiluppi e Carlo Giovannini mentre alle 21 si terrà presso la chiesa di san Barnaba il concerto “Antico futuro”.

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Domani l'intera giornata sarà dedicata ad arte e archeologia con la presenza di numerosi studiosi tra cui Carla Di Francesco direttore beni culturali dell'Emilia Romagna, padre Eduardo López-Tello García, Jadranka Bentini, Candace Smith. Nel corso del convegno insieme alle relazioni scientifiche il pubblico potrà ascoltare la presentazione del progetto per la riqualificazione di una parte del Monastero benedettino e l'illustrazione dell'innovativo “Progetto R.I.U.SO”, messo a punto dalla Federazione Architetti Emilia Romagna, dedicato al tema della riqualificazione delle aree storiche di ex monasteri ed ex caserme abbandonate. Al termine dei lavori sarà proiettato il video dello spettacolo “Musica e demoni in un convento italiano del '600” (Ensemble “Cappella Arthemisia”).

«La chiesa e l'annesso complesso monastico benedettino - spiega il giovane priore don Stefano de Pascalis - sono per Modena pietre miliari: non si poteva rimanere inermi dinanzi al rischio corso dalle strutture a causa del terremoto del 2012. Non c'è dubbio che per evitare danni irreversibili è stato necessario uno sforzo particolarmente importante. Si è attivato un gruppo di lavoro che ha approfondito molti punti e aspetti di questo monumento, ancora non abbastanza conosciuto e indagato rispetto all'importanza che riveste, sebbene nell'ultimo mezzo secolo molto sia stato scritto e si sia aggiunto alle memorie e alle notizie dei secoli precedenti».

Così riassumo l'appuntamento i curatori Sonia Cavicchioli e Vincenzo Vandelli: «Se le campagne di scavo archeologico del 2009 avevano fatto luce sullo stato del monastero precedente l'attuale, e sulla sua posizione nella città pre-quattrocentesca, i restauri resi necessari dal sisma sono stati occasione di scoperte che oggi rendono molte porzioni del complesso monastico meglio conosciute». Non mancano le novità: «Il recupero di materiali e lo studio ravvicinato di aree della chiesa normalmente non accostabili - concludono i due studiosi - hanno allargato le conoscenze rivelando dettagli architettonici e pittorici illeggibili da terra, e addirittura portato alla luce cospicui frammenti di una decorazione fittile andata distrutta e occultata nel riempimento dell'edificio». Non riveliamo di più: chi vuole comprendere meglio San Pietro si rechi oggi e domani al monastero.

Stefano Luppi

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