Tra meraviglia e angoscia
Alla Silmar Art Gallery la sontuosa pittura di Andrea Saltini
CARPI. Un ricerca del nuovo per via non del togliere, ma di aggiungere, di confrontare, di relazionarsi con altri artisti, ma anche con scrittori e poeti, attraverso la libera reinvenzione: la mostra di Andrea Saltini, fino al 6 gennaio, alla DarkRoom SilmarArt Gallery di Carpi, sostiene il gioco dell'analisi, della citazione colta, della lucidità analitica come pure della digressione, di un modo diverso di esprimere le cose del mondo della creazione, in cui bisogna avere la coscienza di entrarci nella condizione di un visionario. Ecco perché l'opera si pone non come trascrizione oggettiva delle cose, ma come realtà nuova. La monocromia e il bianco e nero del passato cedono ora il posto al colore che si avvera in una fusione di argilla pigmentata di nero, di gesso, di cera, di inchiostri cinesi su tavola o su tela, per delineare una complessa filosofia dell'arte come sintesi di pensiero e d'immaginazione. Il titolo della mostra “Mauvais sang” (cattivo sangue), costituita da due parti, “Janitor of Lunacy” e la “Capanna di Cézanne”, è dato da quella sua lenta ricerca sull'uso del colore. «Ho perfezionato - dice l'artista, che fa un'autoanalisi della propria operazione - una personale tavolozza che si ibrida e si mescola, a seconda della singola opera», raffigurante donne, uomini, bambini, animali. Creature di strettissima relazione con i termini disparati e convulsi della vita, per quei segni che talvolta attraversano le immagini di sontuosa grandiosità, ma pure di atroce turbamento dei volti, quasi a dare corpo all'angoscia del nostro tempo. «La scena - nota Stefano Luppi in un testo critico - si sviluppa attraverso una “calma” apparente, sempre sul punto di scoppiare... E ciò si annuncia attraverso gli sguardi allucinati di alcune figure». L'artista sembra seguire l'uomo nei momenti progressivi della sua esaltazione o degradazione interiore, facendo appello ai racconti dell'infanzia, ad un sistema di richiami, tra memoria e coscienza, a pittori e scultori, come Carpaccio, Veronese, Ingres, Goya, Shakespeare, Montaigne, Italo Calvino; a citazioni rivissute nei termini della trasgressione, della conflittualità nei confronti della pittura impressionista e di quella di Cézanne. Saltini ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2013 e ora fa parte della “scuderia” dei giovani della Galerie Guigon di Parigi, dove il prossimo anno terrà una mostra personale.
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