Gazzetta di Modena

«Edo: un talento naturale con la passione della musica»

di Serena Arbizzi
«Edo: un talento naturale con la passione della musica»

Mamma Luisa: «Fin da piccolissimo ascoltava e cantava i successi dell’Antoniano Quest’esperienza però deve rimanere un gioco e non modificare la sua infanzia»

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MODENA. “Volevo un gatto nero” e “Popoff” sono sempre stati i suoi successi preferiti e, con la sua dolcezza nel cantarli, ha trasmesso la sua passione a tutta la famiglia e conquistato il podio della cinquantasettesima edizione dello Zecchino d’oro, storica rassegna musicale per bambini. Edoardo Barchi, per tutti il piccolo “Edo”, si è classificato al primo posto con 199 punti su 200, esibendosi con Alessia Chianese, 9 anni, di Afragola.

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Edoardo è di Cognento, frequenta la scuola materna San Geminiano, a pochi passi dalla sua casa di via Tonini e da grande vuole fare il “dottore degli animali” o, in alternativa, il poliziotto. Vedere Edo portarsi a casa il primo premio con “Chi ha paura del buio?”, di Fontana-De Luca-Gardini, ha suscitato profonda emozione e tenerezza nei suoi familiari, la mamma Luisa, impiegata in una ditta del settore ceramico, il padre Tiziano, disegnatore tecnico, originario di Casalgrande, nel Reggiano, e la sorellina Beatrice, di un anno. Lo Zecchino d’oro potrebbe essere soltanto il primo palco su cui la nuova promessa del canto si è esibita: è possibile, infatti, che il giovanissimo interprete di Cognento colga altre soddisfazioni nel campo musicale.

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«Edo era la mascotte del gruppo, insieme a Flavia, un’altra bimba che ha partecipato al concorso ed è stato coccolato da tutti» racconta mamma Luisa, con il cuore ancora gonfio di gioia e orgoglio per il traguardo tagliato dal piccolo primogenito. «Alessia, la bambina che si è esibita con lui, con la quale ha conquistato la vittoria, l’ha conosciuta durante l’ultima selezione della rassegna, avvenuta il 4 settembre scorso. Con tutti i bambini si sono instaurati rapporti bellissimi: e anche tra noi genitori. Si è formato un bel gruppo affiatato e molto partecipe dell’“impresa” dei nostri figli».

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E si può sostenere che la passione di Edo per lo Zecchino d’oro sia nata insieme a lui. «Gli è stato regalato un dvd con i cartoni dello Zecchino da uno zio e ha iniziato a cimentarsi con alcuni brani, come “Volevo un gatto nero” e “Popoff”, divenuti presto i suoi cavalli di battaglia - prosegue la mamma - non potevamo mangiare senza “Popoff” e non potevamo addormentarci senza avere ascoltato “Volevo un gatto nero”. In pratica, siamo diventati tutti fans accaniti dello Zecchino. Poi Edo ha iniziato ad andare all’asilo e qui il suo talento non è passato inosservato. Le tate, infatti, hanno iniziato ad incalzarmi sulla possibilità di farlo partecipare al concorso, dicendomi che la sua passione per il canto e in particolare per questa rassegna era più che evidente. A maggio, quindi, abbiamo iniziato il percorso di selezioni che ci ha condotto fino alla finale e alla vittoria. La prima selezione si è tenuta a Bologna a porte chiuse, la seconda a Mirabilandia e, a seguire, si sono tenute la finale e la finalissima

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. È stato un sentimento indescrivibile in poche parole vedere il nostro bimbo sul palco: non l’avevamo mai visto cantare davanti a tante persone. Soprattutto siamo rimasti a bocca aperta quando Edo ha iniziato a cantare, con la sola base sotto. A casa, invece, aveva sempre cantato sul cantato trasmesso dal dvd. Quindi aveva una voce guida e non sapevamo come sarebbe andata senza. Cantare gli è venuto naturale come bere un bicchier d’acqua. È stato disinvolto, non si vedeva l’emozione. Tuttavia è un gioco: Edo ha vissuto questa esperienza come un gioco ed è giusto che rimanga tale. Da grande, il nostro bimbo vuole fare il “dottore degli animali”, oppure il poliziotto. Il canto rimane un hobby per ora ed Edo dev’essere libero di divertirsi con gli altri bambini, con grande serenità.

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La domenica dopo la vittoria, infatti, l’ha trascorsa in allegria con i suoi amichetti. Nell’affrontare questa esperienza è stato fondamentale il supporto di tutti i nonni del nostro Edo: io e Tiziano lavoriamo e i nostri genitori sono stati essenziali anche in questo» conclude mamma Luisa. La vittoria di Edoardo ha inorgoglito tutta Cognento, a partire dalla trattoria all’ingresso della frazione, dove il piccolo gioca spesso nella sala giochi attigua al ristorante. Per arrivare alla parrocchia, dove Edo è molto conosciuto perché frequenta la scuola materna accanto all’edificio religioso. Ed ha reso fieri anche i parenti dalla parte di papà in provincia di Reggio Emilia.

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