D’Annunzio soldato: una mostra sul Vate a palazzo Ducale
MODENA. Tutti conoscono, se non altro per ricordi scolastici, il grande poeta e scrittore Gabriele D'Annunzio (Pescara, 12 marzo 1863 - Gardone Riviera, primo marzo 1938), ma magari molti non sono a...
MODENA. Tutti conoscono, se non altro per ricordi scolastici, il grande poeta e scrittore Gabriele D'Annunzio (Pescara, 12 marzo 1863 - Gardone Riviera, primo marzo 1938), ma magari molti non sono a conoscenza dei tanti rivolti che vanno ben oltre la sua pur grande importanza letteraria.
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D'Annunzio, come vedremo più sotto, era anche un soldato seppur di tipologia speciale e per questo, per spiegarne meglio le caratteristiche, l'Accademia militare e la Fondazione “Il Vittoriale degli italiani” di Gardone sul Garda hanno organizzato a Palazzo Ducale la rassegna “D'Annunzio soldato”. Un appuntamento da non perdere perché il visitatore potrà vedere in mostra per la prima volta il testo originale del discorso che il Vate tenne in Campidoglio a Roma nel 1915, con il quale chiamava i romani all'interventismo in guerra. Un fatto storico, dunque.
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Inoltre sono presenti molti altri oggetti come divise, autografi del poeta, cimeli provenienti direttamente dal museo “D'Annunzio Eroe” del Vittoriale e dal prezioso archivio della stessa istituzione presieduta dallo storico Giordano Bruno Guerri. Il percorso della mostra è stato immaginato dalle due istituzioni non solo come memoria storica e culturale ma anche per stupire i visitatori: non a caso si vedrà lungo l'allestimento a Palazzo Ducale la bandiera insanguinata con cui d'Annunzio avvolse il corpo del militare Giovanni Randaccio, allievo dell'Accademia e medaglia d'oro. Ci saranno poi anche molti filmati d'epoca e si potrà anche visionare, in occasione del centenario della prima guerra mondiale, la trincea di recente ricostruita vicina all'aereo di Francesco Baracca.
«Sono molto felice - spiega Giordano Bruno Guerri di questa collaborazione nata appositamente tra due istituzioni come la più antica accademia militare del mondo e il Vittoriale che è l'unico museo che pur non avendo fondi pubblici chiude in attivo spiegando a tutti la grande figura di d'Annunzio. Celebriamo un grande poeta e un grande soldato perché lui era snob e non voleva essere toccato, a parte le donne ovviamente, ma mangiava il rancio con i soldati semplici e impose il suo superomismo eroico. Pensiamo solo al volo su Vienna e alla beffa di Buccari del 1918».
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Guerri, uno dei maggiori esperti di D'Annunzio lo descrive anche come grande anticipatore del futuro: «A un livello altissimo - conclude - pensi solo a come ha rinnovato poesia e letteratura, a come ha creato un intellettuale di intervento che prima non esisteva e a come ha inventato il divismo. Ha rotto gli schemi borghesi dell’800, inventando anche marketing culturale e soprattutto il termine beni culturali che ancora oggi si utilizza. Difese ad esempio le due torri che si rischiava dovessero essere abbattute, oppure pensi alla Costituzione di Fiume, una delle più avanzate del ‘900 visto che lì si dice che le donne poteva essere elette. Era il 1920 e il Vate pensava anche a rappresentanti nelle fabbriche e tra gli studenti».
Si inaugura, a invito, oggi alle 18,30 poi la rassegna resterà gratuitamente aperta al pubblico sino al 4 febbraio prossimo (orari: giorni feriali dalle 10 alle 12 e dalle 16,30 alle 19; sabato e festivi dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19, chiusa a Natale e Capodanno).
Stefano Luppi
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