La Mandruzzato dà vita alle “Lettere di una novizia”
Il celebre romanzo epistolare di Piovene portato in scena in tutta il suo dramma attraverso lo svelamento dell’ipocrisia di un ambiente cattolico visto dalla madre
Stasera alle 18 Maria Grazia Mandruzzato sarà al Teatro Drama di via Buon Pastore 57, con “La Madre” tratto dal romanzo di Guido Piovene “Lettere di una novizia”. La drammaturgia è di Luca Scarlini, musiche di Francesco Malipiero.
Questa la storia in sintesi: Rita scrive dal convento lettere al vescovo e rifiuta di farsi monaca come vorrebbe la madre. Racconta una sua verità. Attraverso le lettere tra il vescovo, la suora, la madre, la serva, si svela la storia del terribile rapporto tra madre e figlia e un mondo abitato da mostri dotati di una propria verità.
“Lettere di una novizia” è il titolo forse più importante dell'opera dello scrittore vicentino. All'uscita del romanzo, nel 41, il successo fu netto, ma molte furono le critiche in ambito cattolico, dato il tema cruciale toccato dalla narrazione: quello della malafede e delle sue risonanze inquietanti nella vita e nell'educazione religiosa. Nel romanzo, la storia della novizia, che cerca di convincere il prete della sua necessità di fuggire da un luogo che detesta, si svolge usando la convenzione della comunicazione epistolare, nello svelamento progressivo di azioni sgradevoli, crudeli, fino al delitto, alla rovina.
La trasposizione teatrale punta il riflettore sul personaggio della madre, affidato all'interpretazione di Maria Grazia Mandruzzato (che ha curato anche la messa in scena), dando a lei il compito di raccontare la vicenda. Il paesaggio veneto evocato e la musica di Gian Francesco Malipiero, compositore legatissimo a quei luoghi in cui nacque e visse, sono lo sfondo della vicenda e partecipano dei destini dei personaggi.
«Il male sorge - dice Piovene - dove nasce qualcosa capace di soffrire». E ancora, nella sua presentazione al romanzo scrive: «I personaggi sebbene diversi hanno un punto in comune: tutti ripugnano dal conoscersi a fondo. Ognuno capisce se stesso solo quanto gli occorre... La malafede è un'arte di non conoscersi, o meglio di regolare la conoscenza di noi stessi sul metro della convenienza». Maria Grazia Mandruzzato, attrice-icona del compianto Thierry Salmon, ha lavorato con Mario Martone, Andrea De Rosa, Raul Ruiz, Cristina Pezzoli, Elio de Capitani, Gigi Dall'Aglio, Roberto Bacci E' stata interprete magistrale di I demoni diretto da Peter Stein, e Fahrenheit 451 con la regia di Luca Ronconi. Un monologo potente da diventare una sfida che solo un'interprete della levatura di Mandruzzato può reggere con tanta maestria.
Per prenotazioni Info. 3281827323-artistidrama@gmail.com.
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