Gazzetta di Modena

La storia dell’altroieri raccontata da cronista in presa diretta

La storia dell’altroieri raccontata da cronista in presa diretta

Giorgio Boschini mette in fila le scelte amministrative e i casi di “nera” dal 1945 al 2005, polemiche comprese

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Guai a lasciarsi ingannare dal titolo. “Tutti i particolari in cronaca” (Bulino, 257 pagine, 15 euro) è l’ultimo libro di Giorgio Boschini, giornalista di lungo corso e ultimo corrispondente della Rai da Modena.

Ma è tutto tranne che una rievocazione di inchieste - simbolo. A dispetto del sottotitolo minimalista - “Percorso storico sul giornalismo modenese dal 1945 al 2005” - il volume è un manuale di storia sulle vicende amministrative e politiche che hanno avuto come epicentro la città della Ghirlandina. Da cronista di razza, quel giovanotto che cominciò a scrivere nei primi anni ’60 sulla Gazzetta di Modena, è oggi un anziano pensionato che si diverte a rileggere i titoli con il privilegio di aver visto i fatti.

Quante di quelle previsioni di amministratori pubblici e capitani d’impresa si sono verificate al netto delle polemiche del momento?

L’autore prende come indice degli avvenimenti i titoli dei quotidiani e dei periodici dell’epoca. Con lo stile colloquiale e divulgativo affinato in più di mezzo secolo di professione, Boschini riepiloga fatti e misfatti che riguardano le opere pubbliche, gli interventi (mancati) di difesa del territorio, la corsa al mattone. La sua cifra stilistica è quella di non affondare mai il colpo sino in fondo: mette in fila i fatti, li accosta senza commentarli.

La città che conosciamo oggi è figlia di abbattimenti rifacimenti in cui è stata cancellata ogni traccia del passato. Un caso simbolo è quello del palazzo di giustizia in piazza Grande, dove oggi sorge la banca, e che è stata costruita occupando un metro e mezzo in più rispetto all’edificio precedente.

La giunta guidata da Rubes Triva aveva autorizzato un edificio mostro alto tre piani, supermoderno e con la firma prestigiosa di Gio Ponti giusto di fronte al duomo; le furiose polemiche sulla stampa portarono il sindaco a denunciare i giornalisti che accostavano l’abbassamento di un piano (per avere l’edificio così com’è oggi) alla maggiore superficie della piazza per compensare costruttori e banca. Un promemoria dettagliato quello di Boschini, che parte dal primo foglio apparso a ridosso della guerra a Montefiorino libera dai nazifascisti, sino ai quotidiani leader come la Gazzetta di Modena e poi al Carlino.

Non mancano le storie, i nomi e le difficoltà economiche che hanno contrassegnato aperto a Modena redazioni locali, dal cattolico Avvenire legato alla Cei, in cui Boschini diventò professionista nel 1964, sino al Foglio con due redazioni a Modena e Bologna, che faceva capo alla sinistra cattolica, passando per l’Unità e il Giornale di Montanelli.

Il pregio maggiore però resta quello delle cronache, anche quelle sociali, come ci ricorda Boschini nelle vicende dei due primi divorziati d’Italia, che richiamarono a Modena inviati da tutta Italia. La puntualità delle fonti e la precisione minuziosa delle citazioni fanno di questo libro un manuale utile a chi vuole capire la città in cui vive.

Saverio Cioce

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