Prima modenese per Aldo Giovanni & Giacomo
Presentato a Roma il film prodotto con Banca Sanfelice 1893. Domani gli attori ospiti al Raffaello
ROMA. «Quali sono i film nostri concorrenti di Natale? Siamo un po’ tirati dentro questa cosa, ci fa piacere che le persone vengano a vedere i nostri film, ma le gare non ci interessano. Comunque temiamo “I Pinguini del Madagascar”, “Hero”. È un'ammissione di umiltà, ci paragoniamo ai cartoni animati». Queste le parole di Giacomo Poretti in occasione della presentazione a Roma di “Il ricco, il povero e il maggiordomo”, il nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo realizzato con il supporto di Sanfelice 1893 Banca Popolare che lo presenterà in prima domani sera a Modena al cinema Raffaello con la presenza dei tre interpreti in concomitanza con l’uscita nelle sale italiane. Diretto dai tre attori insieme al regista Morgan Bertacca il film racconta, in forma di commedia, il tracollo finanziario di Giacomo, ricco e spregiudicato broker appassionato di golf, che insieme al suo maggiordomo Giovanni si troverà nella condizione di dover chiedere aiuto ad Aldo, venditore abusivo in un mercato milanese. «Il nostro modo di fare film - spiega Giovanni Storti - è sempre uguale. Ci ritroviamo, buttiamo giù idee e quando un'idea resiste a lungo vuol dire che pensiamo funzioni e lavoriamo su quella. È andata così anche in questo caso, abbiamo costruito la sceneggiatura noi tre insieme a Valerio Bariletti, Morgan Bertacca e Pasquale Plastino». Nella parte di Calcedonia, la madre di Aldo, c'è Giuliana Lojodice, una delle presenze più brillanti e riuscite del film. «Sono felice di aver lavorato con questi tre outsider - ha spiegato - ho lavorato divinamente con loro. Credo che il film abbia un fattore politico molto interessante: i poveri devono assistere i ricchi, sta succedendo questo anche nella realtà». «Quando scriviamo un film - ha sottolineato Giovanni, riferendosi all'affermazione della Lojodice - siamo naturalmente contaminati da ciò che succede, ma non pensiamo al periodo. Nel nostro film più della crisi c'è la solidarietà, il fatto che in certi momenti bisogna affidarsi a forze diverse. Ma che ci fosse un elemento politico nel film l'ha colto solo Giuliana!» Il film esce a distanza di quattro anni da “La banda dei Babbi Natale” (oltre 24 milioni di incasso nel 2010). «Ma quando scriviamo un film - spiega Storti - non teniamo conto di quello che può pensare il pubblico, non pensiamo questo può andar bene per il film di Natale. Siamo così, la nostra cifra stilistica è quella, ma niente è calcolato, raccontiamo quello che ci viene». Il film ha applicato il protocollo Edison Green Movie per il cinema sostenibile abbattendo i consumi energetici, limitando l'uso di materiali altamente inquinanti e smaltendo correttamente i rifiuti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
