Gazzetta di Modena

Aldo, Giovanni e Giacomo conquistano i modenesi

di Gabriele Farina
Aldo, Giovanni e Giacomo conquistano i modenesi

I tre attori presenti alla prima del loro film “Il ricco, il povero e il maggiordomo” Pellicola prodotta anche grazie al sodalizio con San Felice 1893 Banca Popolare

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MODENA. È febbre da Aldo, Giovanni e Giacomo. Ieri sera il Raffaello ha aperto le porte a uno dei più famosi trii del cinema italiano. Centinaia di persone, soprattutto giovani, hanno affollato la sala per la proiezione de “Il ricco, il povero e il maggiordomo”, l’ultima fatica degli attori-registi. I comici milanesi (con la “lombardizzazione” del palermitano Cataldo Baglio) sono stati accolti da un fiume di richieste di autografi. Non sono mancati i “selfie”. Modena li ha accolti a braccia aperte e loro hanno risposto con messaggi di affetto. «Ho seriamente pensato di prendere casa a Modena - ha spiegato Aldo - mi piace molto il centro. La gente è molto disponibile. Ancora non ci sono riuscito, ma non ho buttato via le speranze». «Forse quando avrai un ruolo in giunta - ha scherzato Giacomo Poretti - prendo le mie giacche a Modena. Il difetto della città è che non ne ha». «Come dimenticare le tigelle? - ha concluso con gli apprezzamenti Giovanni Storti - Per questo ho iniziato a fare le maratone: per smaltirle» Per Giovanni l’aspetto più importante del trio, il collante che li ha tenuti insieme è la voglia di divertirsi e divertire il pubblico. Ancor prima che nelle scene del film, tale desiderio è evidente dalle continue “frecciate” che si lanciano. «Sono una delle teste bacate», si è schernito a esempio Aldo. L’amicizia che s’instaura nel film tra loro incarna quella già presente nella vita reale. Un altro tema che si lega con un doppio filo è quello dell’avidità. Un peccato che si può pagare in un momento di crisi economica. Dopo aver toccato il fondo c’è però la possibilità del riscatto. Una riflessione che vale anche per il cinema italiano. «Anche quando si perde tutto - ha riconosciuto l’amministratore delegato di Medusa, Letta - ci si può e ci si deve rialzare, con creatività, amicizia e solidarietà. Il sodalizio è iniziato nel 1996, siamo contenti e orgogliosi. Un altro sodalizio è con la San Felice 1893 Banca Popolare, con cui investiamo sui progetti cinematografici, grazie alla normativa sul tax credit. Il cinema italiano gode di buona salute, nonostante i tanti problemi. Come luogo di aggregazione rimane una fortissima attrattiva. È una delle forme di tempo libero che costa meno». «Anche nel nostro film - ha riconosciuto Giacomo - c’è un riscatto economico. I tre mettono insieme le loro capacità. Il ricco ha l’inventiva, il maggiordomo è laborioso, il povero è creativo. È quasi un’azienda, come tante in Italia». Lo stesso attore ha ricordato che «eravamo felici anche quando non vedevamo il becco di un quattrino», aggiungendo però come «saremmo ipocriti dire che se un critico della Bassa apprezza il film questo ci basta». La pellicola è ambientata a Milano, ma il legame con Modena è stato sottolineato anche dal produttore Paolo Guerra. «Il nostro sodalizio è nato nel 1994 - ha ricordato - le prime riunioni si tenevano a Modena. Ero ben lontano dal pensare che avrebbero fatto parte dall’agenzia quando venivano più volte durante l’anno per fare teatro. Li guardavo da lontano fino a quando ci siamo messi insieme. Credo che abbiano cominciato ad amare Modena e l’abbiano continuata ad amare. È la loro città più importante dopo Milano».

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