La scultura ha radici morali
A palazzo Barozzi splendide terrecotte di Marco Fornaciari
VIGNOLA. Una straordinaria capacità di fondere nelle sculture, esposte fino al 6 gennaio a palazzo Barozzi, il sentimento religioso e l'angoscia del nostro tempo. I motivi sono quelli dell'annuncio, della nascita e della famiglia, legati alla venuta di Gesù sulla terra, ma le terrecotte di Marco Fornaciari offrono ritratti anche di concentrazione dolorosa e di strettissima relazione con una visione tetra dell'esistenza dell'uomo. Strepitosa la bellezza delle immagini riguardanti l'Annunciazione, la visita di Maria ad Elisabetta, la natività che avvera una simbiosi tra madre e bambino e stabilisce la “distanza” di Giuseppe, quasi incredulo, imbarazzato ad entrare nel vivo della famiglia. La scultura ha componenti specifiche che consentono di definire religiosa l'esperienza artistica, svolta non tanto in una dimensione di trascendenza, quanto in una misura umana, come evidenziano anche “la presentazione al Tempio”, con Simeone che innalza il bambino al cielo, mentre Giuseppe consente alle colombe di spiccare il volo; l'adorazione dei Magi, animati da un fervore di sentita riverenza di fronte ad una creatura eccelsa; l'affabile scena della Sacra Famiglia che è diventata opera pubblica, collocata presso la Pieve di Vignola. Ma un artista, dalle forti radici morali, come Fornaciari, sa elevare gli eventi anche a drammaticità, a materia dolorosa di attuale quotidianità. Ecco allora che alla Fuga in Egitto si uniscono terrecotte che si fanno racconto inquietante, come il difficile approdo di tanta povera gente a Lampedusa, la fuga dei profughi dai bombardamenti in Siria, Afghanistan, Ucraina, Libia, Gaza, Madre Teresa che raccoglie un neonato abbandonato, le “miserie” morali dei popoli ricchi portate dalla droga e dalla prostituzione cui vengono avviate le bambine. È, quindi, una mostra che porta a riflettere sulla condizione umana, con un triste quadro della nostra situazione storica e culturale in cui questa scultura, vibrante di strepitosa efficacia rappresentativa, si immedesima. Il che spiega il perché Fornaciari si sia imposto più volte al Premio Begarelli, quando negli anni Novanta si è svolto a Modena un apposito concorso internazionale sui presepi. Presenti all'inaugurazione, tra gli altri, don Luca Fioratti e Massimo Toschi presidente del Centro Studi Vignola che ha organizzato l'esposizione, con la collaborazione anche degli Amici dell'Arte.
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