Accademia, nuovo anno e sede certa
L’istituzione, tra le più vecchie d’Italia, ha raggiunto un accordo con il Demanio e dato il via al 332° A.A.
MODENA. Ieri è stata una giornata importante per la cultura modenese, che ha festeggiato l'apertura del 332esimo Anno Accademico dell'Accademia di Scienze, Lettere e Arti di corso Vittorio Emanuele: si tratta infatti della più antica accademia d'Italia, dunque si presume del mondo, dopo l'Accademia dei Lincei di Roma e quella della Crusca di Firenze.
Il presidente della prestigiosa istituzione, l'ex direttore della biblioteca Estense Ernesto Milano, rivela un particolare che richiama i tanti problemi finanziari che questo luogo ha avuto di recente. «Da pochi mesi - spiega il presidente - finalmente siamo un po' più tranquilli sul fronte dei costi. Certo, abbiamo e avremo sempre problemi di sostentamento come abbiamo raccontato varie volte, ma ora abbiamo firmato definitivamente la nostra presenza in questo antico palazzo Coccapani di proprietà del Demanio. Siamo qui dal 1943, ma solo ora ho firmato le carte in cui i proprietari pubblici confermano la nostra presenza. Tra l'altro il Demanio ci ha condonato 82mila euro che in un primo tempo aveva conteggiato a nostro debito. Un condono prezioso, anzi determinante, altrimenti avremmo dovuto chiudere viste l’entità delle cifre».
Ma ieri, nel corso della cerimonia che si è svolta davanti ad una platea di un paio di centinaia di persone, hanno prevalso gli aspetti culturali con la consueta rendicontazione sull’anno di attività dell'Accademia. E poi sono stati nominati i nuovi soci ordinari, corrispondenti e onorari. Tra questi ultimi ci sono anche Carlo Rubbia, il premio Nobel italiano e il grande fotografo modenese Franco Fontana che proprio di recente è stato relatore in Accademia e che ieri ha anche ritirato un premio. Tra i nuovi soci, oltre a vari docenti, anche volti noti della cultura modenese come il soprintendente Stefano Casciu e l'ex direttrice delle biblioteche comunali Meris Bellei.
L'Accademia, del resto, è un luogo dove la storia trasuda in ogni angolo, come ad esempio negli ampi spazi della biblioteca che ospita 140mila volumi. Ricordiamo solo che l'istituzione venne fondata nel 1683 ed è sempre rimasta aperta passando dal Collegio San Carlo ad altri palazzi nobiliari sino all'attuale sede. In sala, ieri, c'erano anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l'ex onorevole regionale Vecchi mentre non era presente per motivi di salute il professor Antonio Padoa Schioppa incaricato della conferenza sulla “Globalizzazione, dalla storia all'attualità”. Molti materiali dell’enorme patrimonio librario e documentaristico conservato in Accademia sono accessibili sul sito http://www.accademiasla-mo.it.
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