Gazzetta di Modena

Dal Giappone la danza Butoh firmata da Sayoko Onishi

Dal Giappone la danza Butoh firmata da Sayoko Onishi

Una particolare forma artistica nata negli anni Trenta che unisce balletto e teatro La coreografa e interprete presenta “Primavera siciliana” e “Animal Science”

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MODENA. Ancestrale, provocatoria e profetica la danza Butoh è un appuntamento atteso dagli appassionati dell’arte e della danza giapponese  e non solo. Avvenimento piuttosto raro nella nostra città soprattutto se protagonista è Sayoko Onishi, coreografa danzatrice e regista giapponese (nata a Hokkaido, nel '68) che conta prestigiosi riconoscimenti al suo paese e nel mondo. Alle 21 di stasera la danzatrice è in scena al Teatro Drama (via Buon Pastore 57) con “Primavera siciliana”, la coreografia  vincitrice del  Premio Die Platze Contemporary Dance Festival di Tokyo. Una danza che, secondo l’intuizione della danzatrice, suggerisce quanto il passato domini il presente, e quanto le antiche personalità che formano il nostro io attraversino e guidino il corpo e la mente. Alle 21.30 “Animal Science”, primo premio al Concorso Internazionale solista di danza contemporanea di Augusburg in Germania. Una sorta di lotta di sopravvivenza tra scienza e mondo animale, dove la scienza deforma la vita animale per sviluppare una forma nuova. La furia dell’animale si rivolta contro il potere della scienza e infine, mescolando le due forze, scaturisce un'unica energia dell’universo. (Le musiche di Tony Lloyd, direzione artistica Hermann Markand).

Il Butoh, che letteralmente significa danza camminata, pestata con i piedi (dagli elementi dell’ideogramma giapponese bu= danza, toh=passo, piede), nasce negli anni Venti quando alcuni danzatori giapponesi andarono in Germania a studiare la danza europea. Prese vita così questa particolare forma artistica, sintesi di danza e teatro, che “pestando con i piedi”  faceva volare il corpo e la mente. Il Butoh degli inizi era visto come provocatorio, fisico, erotico e al tempo stesso grottesco. Alcuni lo definirono “la versione punk della danza classica giapponese”. I volti dipinti, le teste rasate, la nudità dei danzatori di Butoh, le distorte coreografie creavano, infatti, un forte contrasto con l'estetismo della danza tradizionale. Oggi il Butoh, con il suo miscuglio di elementi giapponesi e occidentali, si è allontanato dalle sue origini e si è divulgato nel mondo assumendo forma diverse a seconda degli artisti che lo rappresentano. L'aspetto unificante di tutte queste nuove forme è la spiritualità e la severissima preparazione che l'artista deve possedere per poter realizzare la sua performance. Caratteristiche coreografiche del Butoh sembrano ancora essere i corpi dipinti (di bianco, d'oro, argento o, viceversa, la assoluta, totale nudità), le teste rasate o l'acconciatura sovraccarica ed elaborata, mentre la danza con gesti lenti e posizioni contorte è tesa ad evocare immagini di paura e disperazione o di erotismo ed estasi. Maestri ispitarori del Butoh Antonin Artaud, il Marchese De Sade, Friedrich Nietzsche, Yukio Mishima autori che hanno fatto vacillare il mondo ordinato della ragione per sostituirlo con il caos primordiale e l’erotismo.  

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