“Gli Innamorati” di Goldoni con il Teatro Franco Parenti
Stasera (alle 21) al teatro Mac Mazzieri di Pavullo e domani (sempre alle 21) al Teatro 29 di Mirandola, il Teatro Franco Parenti porta in scena “Gli Innamorati” di Carlo Goldoni per la regia di...
Stasera (alle 21) al teatro Mac Mazzieri di Pavullo e domani (sempre alle 21) al Teatro 29 di Mirandola, il Teatro Franco Parenti porta in scena “Gli Innamorati” di Carlo Goldoni per la regia di Andrée Ruth Shammah, con Marina Rocco, Matteo De Blasio, Roberto Laureri, Elena Lietti e altri.
Una divertente storia goldoniana per un superbo cast, reduce dal grande successo del Don Giovanni di Filippo Timi: è così che Andrée Ruth Shammah riprende il suo percorso di ricerca sui classici affrontando un nuovo Goldoni. Dopo “La Locandiera” e “Sior Todero Brontolon” ecco “Gli innamorati”, macchina inesorabile adatta alla nuova compagnia del Teatro Franco Parenti.
Un testo straordinariamente contemporaneo che intrappola il pubblico in un intreccio dove si ride e ci si riconosce nelle dinamiche che Goldoni ha saputo orchestrare con acume e infinita umanità. “Gli innamorati” è una macchina inesorabile adatta alla giovane compagnia che sarà messa alla prova su un testo dove tormentarsi per amore ed essere poi incapaci di amare diventa lo specchio di un oggi fortemente nevrotico, dove cinismo e romanticismo si mischiano e si intrecciano.
La storia è quella di due giovani, Eugenia e Fulgenzio, che per essere l’uno dell’altro troppo innamorati, finiscono per tormentarsi benché niente si opponga al loro amore. Dalla diatriba tra i due si scatena una tensione vibrante che attraversa tutti i personaggi protagonisti della storia e fa si che agli occhi del pubblico risultino cosi umani da essere vicini alla nostra sensibilità. Tanto che si può parlare di una commedia moderna, dove l’amore si manifesta attraverso gelosie, musi lunghi per ogni minima ombra, puerili ripicche, arrabbiature, scene di disperazione, clamorose rotture, seguiti da pentimenti, suppliche e solenni giuramenti che intrappolano il pubblico in un intreccio dove si ride e dove ci si dispera presi da attimi di vera malinconia, non solo dei personaggi ma anche della proiezione inevitabile che ognuno di noi può fare all’interno delle dinamiche amorose in un testo così straordinariamente contemporaneo.
Domenico Rigotti ha scritto su Avvenire: “Sentimento d’amore, ma soprattutto paura dell’amore: sembra essere questo il nocciolo de Gli Innamorati. E la Shammah, con il giusto ritmo ed un felicissimo equilibrio, ne investiga la natura e ci racconta questa storia senza storia col tramite di un eccellente gruppo di attori che ci riconducono nei canonici risvolti di un “recitato” critico e ironico”. (n.c.)
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