Gazzetta di Modena

Dominio di autori modenesi

di Michele Fuoco
Dominio di autori modenesi

Le rassegne alla Paggeria di Sassuolo e da Briga’s a Modena

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SASSUOLO. Ritornano prepotentemente sulla scena espositiva i maestri modenesi tra Otto e Novecento: a Sassuolo presso la Paggeriarte e a Modena nella galleria Briga's. Oltre 100 opere in mostra per dare la dimensione della vastità delle proposte, grazie alla collaborazione di collezionisti privati. Un modo per ritrovare fiducia nella buona pittura. Alla Paggeria abbiamo ammirato, tra gli altri, un grande quadro di Nereo Annovi con tutti gli elementi (lumiera, oggetti, frutti) che si caricano di esperienze umane; la "cappellaia" che Mario Vellani Marchi concepisce nel suo paziente e meticoloso lavoro; la bambina che legge il Corriere dei piccoli, di Tino Pelloni (1940) non ancora approdato al chiarismo dei fiori; un autoritratto di Mario Molinari nelle vesti di Arlecchino. In maschera è Franca che il padre Bruno Semprebon raffigura anche ragazzina che gioca con il cane. Il centro di Modena rimanda ad un Covili "prima maniera", mentre il paesaggio sul fiume Secchia di Mario Venturelli pare nutrirsi della sostanza dei luoghi a lui cari. Di luce imprigionata nella materia è pure il paesaggio di Carlo Mattioli. Di solidità formale pittorica i frutti, del 1934, di Vittorio Magelli prima di diventare scultore, mentre di naturalezza costruttiva è il paesaggio ligure di Forghieri. Alla galleria Briga's si impone, in un dipinto di Alberto Artioli, una disinvolta Salomè, incurante della mozzata testa del Battista. Vasta la carrellata di nomi di spicco. Le figure serbano una familiarità colloquiale nelle azioni e affetti quotidiani: dalla tessitrice di Graziosi ai tre vecchietti furmatori di Gaetano Bellei; dalla ninna nanna di Vittorio Reggianini, alla gioia di una madre per la sua creatura; dalla donna che lavora all'uncinetto di Achille Boschi ad una scena di vita tranquilla di Muzzioli. Accorta è l'operatività dei pittori nel conferire una calda atmosfera alle diverse vedute: dalla pesca in laguna di Miti Zanetti al Duomo di Modena di Casimiro Jodi; dalla Palazzina dei giardini di Bertoli a piazzetta delle Ova di Cappelli e a Burano di Vellani Marchi. Dal paesaggio cosmico del futurista Prampolini si passa alle composizioni astratte di Mauro Reggiani. Ci sono pure Mac Mazzieri col surreale "spinto da vento gentile", e Pier Luigi Testi con le sue intriganti fantasie cromatiche.

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