Storchi, il barista diventa pittore e debutta a Parigi con una mostra
MODENA. Dalle tazzine di caffè a Modena all’esposizione d’arte a Parigi. È la vertiginosa ascesa di Giorgio Storchi. Per oltre dieci anni ha servito i clienti del Caffè Italia di viale Reiter. Un...
MODENA. Dalle tazzine di caffè a Modena all’esposizione d’arte a Parigi. È la vertiginosa ascesa di Giorgio Storchi. Per oltre dieci anni ha servito i clienti del Caffè Italia di viale Reiter. Un impegno che non gli ha impedito di coltivare, da quando era quindicenne, la passione per la pittura. Emigrato nella capitale francese, ora è entrato anche nel mondo culturale transalpino. Venti suoi dipinti sono esposti a Les Halles Le Marais. Un centro a pochi passi dal Louvre, in cui fino al 3 febbraio ci saranno anche i quadri del modenese. «Il titolo è “Vertigo” - ha raccontato Storchi - e indica un gioco di colori ed emozioni. Sono arrivato a Parigi a maggio, la vera ispirazione l'ho trovata qui. Prima avevo esposto alla Biennale di Soliera, in cui tornerò anche quest’anno. Poter esporre a Parigi è unico. Non è facile riuscirci tra undici milioni di persone. Les Halles è un centro in cui ci sono diversi tipi d’arte: il ballo, la cucina, il teatro. C’è un passaggio alla settimana di 1.400 persone». Nei dipinti si legge l'attenzione per gli effetti di luce e l’artista li ha appresi da un maestro. «Guardo con ammirazione a Caravaggio - ha spiegato Storchi - per la luce, la profondità e l’importanza dei personaggi». A Michelangelo Merisi è legato anche uno dei più bei ricordi connessi al mondo dell’arte. «La prima volta che ho visto i suoi quadri - ha aggiunto il pittore - ero alla Chiesa dei Francesi a Roma». Opere legate al mondo spirituale, con soggetti tratti dal vivere quotidiano. Storchi non ha dimenticato la città in cui ha trascorso quarantacinque anni. «Ho un appartamento in centro a Modena - ha ripreso - per non lasciare la nostra città, pur vivendo a Parigi. Per il momento organizzo serate nei locali. Mi manca forse la tranquillità di Modena, ma qui c’è tutto. È più facile vivere. Parigi ormai la conosco da vent’anni». Se Caravaggio è stata l’ispirazione, il resto Storchi l’ha costruito da sé. «Sono autodidatta per quanto riguarda l’arte moderna - ha aggiunto - a chi si avvicina al mondo dell’arte non posso dare consigli. Nella vita devi fare quello che pensi sia meglio». L’esposizione in corso, anche se «è qualcosa di unico», non è detto che sarà irripetibile. Anzi, l’autore sta già pianificando (almeno) il bis. «Ci sarà un’esposizione collettiva a Montrouge (Parigi) - ha ribadito - a maggio. Spero di organizzarne un’altra a marzo». Le sue opere sono visitabili anche sul web (www.giorgiostorchi.e-monsite.com). Per la “prima” parigina Storchi ha mandato un grazie a un amico. «Un ringraziamento speciale a Pascal - ha concluso l’autore - che mi ha aiutato a organizzare tutto».
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