Il segno vive nella ceramica
Ad Arte su Carte i lavori di Della Casa e mostra di incisioni
MODENA. Le stampe del Laboratorio d'Arte Grafica e le ceramiche di Giuliano Della Casa per il “Natale in galleria”. Opere di tutto rispetto, da vedere fino 25 gennaio, nello spazio Arte su Carte, in via Fratelli Rosselli 21, che evidenziano le diverse dimensioni dell'attività di Della Casa e esaltano il segno come fondamento del lavoro creativo di altri noti artisti. Realizzate presso la Bottega Gatti di Faenza sono le ceramiche, nelle forme di vasi o piatti, di Della Casa che trattengono calligrafie in nero, policrome, in blu cobalto e oro. Una sorta di alfabeti dinamici con segni ma anche parole che rimandano al lungo dialogo del modenese con poeti e scrittori, anche stranieri, di cui tanti libri d'artista offrono una sicura e singolare testimonianza. È la conquista di un linguaggio puramente astratto, scandito da segni liberi da ogni condizionamento che emozionano le superfici di sorprese e incanti. L'artista cerca una rinnovata struttura di immagine nelle acquetinte, irrelate ai dati dell'esperienza affettiva (Ghirlandina, il racconto del vasaio), e anche pittorica rivolta all'acquarello (nove colori). In mostra pure la sua prima incisione, risalente al 1987. Il segno consente radicali differenze di attuazione dell'immagine, come “Grande mattino” di Davide Benati, la grande incisione realizzata, quest'anno, appositamente per i 100 Amici del Laboratorio. È la quinta della serie, una ogni anno, dopo “Sonatina” di Mimmo Paladino nel 2010 e, nel tempo, “Post card from Venice” dell'inglese Joe Tilson, “Anabasi” del napoletano Lucio Del Pezzo e “Mo 41100”, del libanese Assadour. E per l'appuntamento del prossimo anno un'opera di Gosetta Fioroni. Di Paladino c'è pure una incisione esposta, tra le 230, che Roberto Gatti, direttore ha portato nella mostra al Museo di Bilbao per indicare la lunga e fattiva collaborazione con l'artista della transavanguardia. Nel vasto e sorprendente reportorio di immagini “finestra” veneziana di Tilson, “la luna 40 anni dopo” del modenese, di area concettale; Franco Vaccari, “terramare” del reggiano Graziano Pompili, i piacevoli librini dell'editore Alberto Casiraghy autore anche di stampe a collage o acquarellate, il “grande volo” di insetti, in un grande foglio, di Luca Leonelli. E non mancano nomi nuovi stranieri, come la spagnola Marta Cardenas che raffigura una bambina e la coreana Jea Yeon Hong, autrice di “flotter IV” e “jouer IX”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
