Le indagini del commissario Cataldo
Ne “Le stanze segrete” il detective punta sull’ascolto dei testimoni
Il commissario Cataldo è tornato ne “Le stanze segrete” e riprende le indagini.
Il personaggio creato dallo scrittore modenese Luigi Guicciardi (foto) stavolta segue alcuni omicidi misteriosi con inchieste tra una palestra e una scuola. «L'idea è nata per caso - raccontato lo scrittore - Non avevo ancora trattato il mondo delle palestre. I loro migliori insegnanti provengono dal mondo della scuola. Mi sono documentato bene prima di cominciare, anche solo per conoscere i nomi delle macchine. Un buon giallo non deve essere vero, ma verosimile».
Per il secondo mondo l'autore si sente a suo agio. «Sono un professore - ha ricordato Guicciardi - è il mio campo». Le indagini si susseguono con mezzi più potenti, ma Cataldo continua a seguire metodi antichi per condurre gli interrogatori.
«Saper fare le domande giuste è il requisito giusto dell'investigatore - ha commentato l'insegnante-scrittore - lui è il detective della porta accanto. Una persona che sbaglia, ma ha l'onestà di ammettere gli errori». Mai come in questo caso il detective appare umano, riflessivo e anche velato da un'aura di malinconia.
«Invecchia insieme alla città - ha riconosciuto il suo padre letterario - ed è un poco più depresso, ma questo è determinato anche dal tipo di storia. Il suo metodo è non avere metodo, restando però così disponibile all'ascolto».
Con questi strumenti l'investigatore di origine siciliana, alter ego dell'autore, accompagna il lettore nelle indagini.
Vive con lui le riflessioni, segue piste non sempre corrette nel libro forse più noir del Dan Brown dell'Emilia.
Già ce n'è un altro nel cassetto. «Si chiamerà “Paesaggi con figure morte” - ha concluso Guicciardi - e tratterà una serie di delitti tra Modena, Palagano e Reggio».
Gabriele Farina
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