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G. GATTI Lo strano furto della reliquia di Nonantola Gianluca Gatti, una carriera di pilota commerciale prima di atterrare e cambiare professione, nonantolano d’adozione, crea lo scaltro...

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G. GATTI

Lo strano furto

della reliquia

di Nonantola

Gianluca Gatti, una carriera di pilota commerciale prima di atterrare e cambiare professione, nonantolano d’adozione, crea lo scaltro investigatore privato Manuel Malvisi al quale dedica una trilogia. L’autore è al secondo romanzo, dal titolo “La reliquia in volo” (SBC Edizioni, pp.260, 18 euro) che pone al centro dell'indagine il furto di una reliquia, preziosa non solo per il valore religioso.

Tra avventure e indagini resta sospesa la soluzione del giallo fino all'ultima pagina. A filare liscio è il linguaggio che rende interessante la lettura, sempre a portata di tutti. Incredulo è lo stesso Gatti (che ora insegna teoria del volo presso scuole aeronautiche) che non riteneva che il primo romanzo potesse avere un seguito.

«Taluni immaginano che scrivere non sia altro che avere la capacità di raccontare una storia - dice - Credo che scrivere significhi avere la capacità di entrare talmente in quella storia, da sentirla reale. E allora lo strumento di scrittura diventa una bacchetta magica». La storia pare reale, pur essendo prodotta dalla fantasia. Parte dall'abile furto, presso il Museo Benedettino di Nonantola, del frammento della Croce di Cristo che sarebbe stata donata all'imperatore Costantino da sua madre, Elena.

Una reliquia che reca nella parte inferiore una specie di baionetta che si innesta su una base di oro massiccio di 15 chili. Un oggetto straordinario che fa gola anche agli stranieri e, in particolare, agli Emirati Arabi Uniti, e per la cui ricerca saranno impegnati i carabinieri, gli investigatori Malvisi e Maurizio Piccinini, e persino il Vaticano. La vicenda passa attraverso la copia esatta della croce di legno, fatta da un falsario, e venduta ad uno sceicco. L'originale è nascosto in luogo sicuro. Una seconda vendita era destinata ai cinesi, poi uccisi. E falsa sarà persino la reliquia portata nei Musei Vaticani. (Michele Fuoco)

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