“Rigoletto”, il capolavoro di Verdi con l’Orchestra Cantieri d’Arte
CARPI. In collaborazione con il Circolo Lirico Pavarotti il Teatro Comunale di Carpi propone (fuori abbonamento) per le 20.30 di oggi il “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, melodramma in tre atti su...
CARPI. In collaborazione con il Circolo Lirico Pavarotti il Teatro Comunale di Carpi propone (fuori abbonamento) per le 20.30 di oggi il “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave. In scena l’Orchestra Sinfonica Cantieri d’Arte (maestro concertatore e direttore Stefano Giaroli); regia, scene e costumi di Artemio Cabassi.Tratta dal dramma di Victor Hugo Le Roi s'amuse - Il re si diverte - Rigoletto è un'opera dove la passione, il tradimento, la vendetta, l'amore filiale concorrono a grandi effetti tragici e struggenti. L'opera si apre con una festa alquanto movimentata nel palazzo del Duca di Mantova, grande dongiovanni, abituato a sedurre e abbandonare le donne che capitano al suo cospetto. Rigoletto, il buffone di corte, che spesso sorride dei mariti beffati, si ritrova ben presto a condividerne la sorte, quando del conte si innamora anche sua figlia Gilda. L'epilogo sarà straziante, degno di una grande opera. Proporre oggi un’opera celeberrima come il Rigoletto, facente parte del repertorio ‘popolare‘ di Verdi, significa inquadrarla sotto altre prospettive, coscienti che, come tutti i veri capolavori, non smetterà mai di stupire il pubblico: una vicenda coinvolgente in cui un bandito non è privo del senso dell’onore, una spregiudicata prostituta si innamora come fosse un’educanda, un incallito libertino vacilla al sentimento, una fanciulla trova l’unica ragione di vita nell’estremo sacrificio. In effetti questa è un’opera di contrasti, che alterna lo splendore della corte allo squallore della periferia, attraversati dalla figura di Rigoletto, buffone di corte, fool deforme, eroe e carogna. Una figura che riempie di sfumature differenti e inaspettate la trama e i personaggi che la popolano. Si condanna Rigoletto per la complicità con la corte dissoluta, ma lo si perdona a causa della sua profonda emarginazione. Lo si compatisce per la sorte della figlia, ma si resta esterrefatti dalla sua cieca volontà di vendetta. E di conseguenza tutti gli altri personaggi mutano in questo caleidoscopio di emozioni. Basti pensare alla paradossale sorte di un brano come “La donna è mobile”, scambiato dall’immaginario comune per un’innocua esaltazione della vita spensierata, ma che, se reinserito nel contesto dell’intero dramma, assume connotati ossessivi e angoscianti. Su tutto spicca il buffone, per cui Verdi, pur non rinunciando all’asciuttezza drammaturgica che lo contraddistingue, scrive una musica ricca di infinite sfumature, presentandone tutta la complessità e, appunto, le contraddizioni. (n.c.)
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