Allucinata passione amorosa con “I racconti di Hoffmann”
Nuovo allestimento, prodotto con Piacenza e Reggio. Regia di Nicola Berloffa Direzione di Christopher Franklin alla guida dell'Orchestra dell'Emilia Romagna
MODENA. Va in scena questa sera alle 20 con replica domenica alle 15.30 per la stagione lirica al Teatro Comunale Luciano Pavarotti “Les contes d'Hoffmann” in un nuovo allestimento realizzato in coproduzione fra Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e in collaborazione con Opéra de Toulon e Nancy Opéra Passion. L'opera è diretta da Christopher Franklin, alla guida dell'Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna con la regia di Nicola Berloffa. Le scene di Fabio Cherstich sono state realizzate nei laboratori del Teatro Comunale di Modena. Il coro sarà quello del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati. Nei ruoli principali del cast si ascolteranno Elisa Cenni (Olympia), Maria Katzarava (Giulietta, Antonia, e Stella), Violette Polchi (Nicklausse), Giorgio Berrugi (Hoffmann) e Simone Alberghini (Lindorf, Coppélius, Dapertutto, Docteur Miracle). L'opera, della durata di tre ore e mezza, viene rappresentata in francese con sopratitoli in italiano.
“I Racconti di Hoffmann” forniscono tre diversi ritratti della passione amorosa presentati nell'ipertrofia allucinatoria della letteratura romantica tedesca. A tradurre in musica questi eccessi passionali, in miracoloso equilibrio fra verità e sarcasmo, fu Jacques Offenbach, popolarissimo genio dell'operetta francese negli anni Sessanta dell'Ottocento che come ultima prova volle intingere la penna nelle acque torbide del binomio amore/morte. Nella finzione teatrale, il giovane E.T.A. Hoffmann, bevendo birra in una taverna di Norimberga, narra a un gruppo di amici tre episodi amorosi di cui egli stesso è protagonista e la cui sostanza viene di fatto ricavata da alcuni racconti dello stesso scrittore. Il contenuto della narrazione dà vita, in una sorta di flash back, alla rappresentazione dei tre atti centrali dell'opera.
Il nuovo allestimento presentato a Modena è firmato da Nicola Berloffa, esperto conoscitore del repertorio francese che ha realizzato spettacoli per i teatri di Toulouse, Marsiglia, Nizza, Nancy, Bordeaux, Montpellier, Metz, Avignone, St. Étienne, Vichy e Toulon.
«In questa opera fantastica, come la definisce l'autore, i racconti di Hoffmann si mescolano abilmente in strutture di volta in volta comiche, drammatiche e metafisiche - commenta il regista. Automi prendono vita, morti resuscitano ed efferati omicidi avvengono al ritmo di martellanti galop ed eleganti romanze. Una sequenza che mi ha ricordato le tinte espressioniste dei film muti di Lupu Pick e Friedrich Murnau. Sul palcoscenico ci troveremo in un ambiente che come gusto e stile ricorda un salotto biedermeier, di epoca vicina a quella in cui fu scritta l'opera; un grande camino, boiserie scure e pesanti tendaggi sveleranno personaggi e nuovi elementi».
Nella taverna berlinese di Mastro Lutero - comunicante con un teatro in cui va in scena il mozartiano Don Giovanni -, il malinconico poeta Hoffmann, attende l'amante Stella protagonista dell'opera, e intanto intrattiene una chiassosa compagnia raccontando tre sue bizzarre e tragiche avventure amorose: con Olympia la bambola meccanica creduta figlia del fisico Spalanzani, con Antonia la cantante figlia del violinista Krespel e Giulietta la cortigiana.
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