Biagi: stasera in scena l’Europa produttiva di inizio Novecento
Il gruppo di Claudio Longhi in “Spendi! (Vendi!) e Spandi!” Domani alla Delfini prima lettura de La Montagna di Mann
MODENA. Prosegue con altri due appuntamenti questa settimana di avvio del progetto promosso da Ert Fondazione “Carissimi padri... Almanacchi della Grande Pace (1900 - 1915)”, curato e diretto da Claudio Longhi con gli attori del suo gruppo di lavoro (Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Simone Tangolo e Olimpia Greco alla fisarmonica). Questa sera alle 21 al Dipartimento di Economia Marco Biagi (viale Berengario 51) sarà presentata l'Europa produttiva e finanziaria d'inizio Novecento nello spettacolo “Spendi! (Vendi!) e Spandi!: l'età d'oro della sicurezza”; accanto agli attori della compagnia ci saranno anche 100 modenesi che hanno partecipato all'Atelier del 17 dicembre; una mise en space per gettare uno sguardo sul Vecchio Continente negli anni immediatamente precedenti lo scoppio della Grande Guerra, alle prese con un'espansione senza precedenti, con le sue contraddizioni, la sua frantumazione interna e i contrasti tra potenti e ignoti finanzieri, in un testa a testa fra le sue “potenze” e i sempre più ruggenti Stati Uniti. Domani alle 17, presso la Biblioteca Delfini, si terrà, invece, il primo di venti incontri che fino al 5 dicembre proporranno la lettura integrale de “La Montagna Incantata” di Thomas Mann, nella storica traduzione di Ervino Pocar. Le letture saranno affidate in parte agli attori protagonisti del progetto “Carissimi Padri”, in parte a interpreti di spicco del panorama nazionale pronti a prestare la loro voce al capolavoro che impegnò il grande romanziere proprio negli anni del primo conflitto mondiale. Tra questi ricordiamo Ottavia Piccolo, Laura Marinoni, Luca Lazzareschi, Anna Della Rosa, Gabriele Lavia, Franco Branciaroli, e molti altri. «La grandezza di quel romanzo è che è un grande esame di coscienza di un'Europa che sta riflettendo sulla propria fine - ha dichiarato Longhi - scritto con un atteggiamento fortemente ambiguo nei confronti della guerra, perché Mann parte da posizioni violentemente guerrafondaie, per poi scoprire che la guerra non era quel che si credeva. E qui nasce il profondo sconcerto nel vedere intellettuali di quella fatta, con la convinzione che sinceramente la guerra potesse essere un'occasione e il luogo di una svolta». Gli incontri sono a ingresso libero.
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