L’immagine esalta la parola
Al Centro Muratori capolavori letterari illustrati da maestri
MODENA. Sono immagini di intensa bellezza rappresentativa quelle dei maestri del segno che hanno illustrato le grandi opere della letteratura, come mette in luce la mostra, fino 22 febbraio (da mercoledì a domenica 16-19), al Centro Studi Muratori. La Bibbia, la Divina Commedia, l'Iliade, Pinocchio, i Promessi Sposi, le Favole di La Fontaine già di per sé dense, nella parola, di significato, acquistano nelle illustrazioni di Doré, Dalì, Bellini e altri una elevazione estetica, ma anche un approfondimento di significato, di indagine che accresce il fascino di ogni singolo capolavoro di scrittura. E le figure serbano una familiarità colloquiale da compiacere immediatamente il lettore di questi libri di eccezione che si connotano di una nuova ricchezza di vita. Così tra arte e letteratura cade ogni barriera e l'attività creativa passa dalla parola all'immagine. Le più note restano le incisioni di Gustav Doré per la Bibbia (prima edizione inglese nel 1867), di cui alle pareti dello spazio di via Castel Marldo 19, sono esposte scene dalla Genesi (Abramo seppellisce sua moglie nella doppia caverna), dal Libro dei Re, dall'Esodo (il piccolo Mosé nascosto in un canestro di giunchi presso la riva del fiume), dove il segno avvera un senso di verità, anche simbolica. E' l'Inferno di Dante ad alimentare la ricca visionarietà di Salvador Dalì che conferisce con le litografie a colori, realizzate con Torchio a mano dalla stamperia Valdonega di Verona, definizione conoscitiva al Limbo oscuro, a Caronte “che mena all'atra riva”, a Minosse, Cerbero e alla stessa Beatrice in soccorso al sommo poeta. Del mondo dei miti (Marte, Achille, Ettore, Diomede) dell'Iliade, si fa interprete, con le acqueforti stampate a Roma nel 1793, il raffinato neoclassico John Flaxam che dà valore concreto alle azioni belliche; mentre delle Favole di La Fontaine riesce a dare vigorosa animazione Enzo Bellini che sa caratterizzare, con le sue serigrafie, il racconto su azioni di animali (aquila, lupo, volpe, serpente),che riflettono vizi e virtù degli uomini. Da un instancabile “divertissement” nascono le litografie di Max Frezzato sulle vicende di Pinocchio di Collodi, con Geppetto che fabbrica il burattino al quale, dopo cinque mesi di cuccagna spuntano le orecchie asinine. Felicità di narrazione assumono le illustazioni, per I Promessi Sposi, di Quinto Cenni che dà un volto persino all'Innominato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
