Gazzetta di Modena

Tre capolavori tornano a casa mostra in S. Maria Maddalena

Tre capolavori tornano a casa mostra in S. Maria Maddalena

Il crocifisso della Collegiata di S. Maria Maggiore e due tele di Peranda e Castelli vengono esposte a Mirandola dopo i restauri dei danni causati dal terremoto

2 MINUTI DI LETTURA





MIRANDOLA. Da domani, almeno per quanto riguarda l'arte, il terribile ricordo delle scosse del maggio 2012 sarà un po' attenuato. Viene infatti inaugurata alle 16.30, presso l'aula Santa Maria Maddalena di via Goito 1, la mostra “Per amore dell'arte” che appunto vede il rientro a Mirandola di tre importanti opere d'arte che in questi anni sono state sottoposte a restauro presso il Centro di Palazzo ducale di Sassuolo (l'esposizione delle opere prosegue fino al 31 marzo). L'opera che davvero era devastata è il Crocifisso proveniente dalla Collegiata di Santa Maria Maggiore cui si aggiungono, anch'essi conservati per due anni presso il Pronto soccorso dell'arte gestito dalla Soprintendenza di Modena, i dipinti raffiguranti la Conversione di Saulo di Sante Peranda e la Madonna di Loreto col Bambino in gloria e Santi di Annibale Castelli di proprietà comunale. La mostra è curata da Marco Mozzo, responsabile del centro di restauro sassolese, in collaborazione con il dirigente comunale Gianpaolo Ziroldi. Domani all'inaugurazione parteciperà il sottosegretario del ministero dei Beni culturali e del turismo Francesca Barracciu che taglierà il nastro insieme al sindaco di Mirandola Maino Benatti, al Direttore regionale dell'Emilia Romagna Carla Di Francesco, al soprintendente di Modena e Reggio Stefano Casciu e agli assessori regionali Patrizio Bianchi e Massimo Mezzetti. La mostra, finanziata dalla Fondazione Cassa di risparmio di Mirandola, racconta ogni segreto delle opere d'arte ferite e riportate in vita, a partire dal prezioso Crocifisso che il crollo delle coperture della navata centrale della Collegiata spezzò in numerosi frammenti. Il complesso intervento di restauro sulla scultura è stato promosso da Franco Cosimo Panini Editore ed eseguito dal Laboratorio specialistico di Giuliana Graziosi che ha provveduto a riassemblare le parti frammentate e ha permesso di restituire al Crocifisso, ora databile alla fine del XV secolo, la sua leggibilità senza nascondere del tutto le ferite inflitte dal terremoto. La rassegna espone anche le due tele di Sante Peranda e Annibale Castelli, fortunatamente meno danneggiate dal sisma, il cui restauro è stato condotto gratuitamente dalla Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” di Torino. Il 6 e 20 febbraio e il 6 marzo sono previste tre conferenze di esperti sui temi del restauro.

Stefano Luppi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google