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cantelli di vignola

Andrea Santonastaso: tributo a Ligabue “una bestia di pittore”

VIGNOLA. Nasce 116 anni fa, a Zurigo e viene registrato anagraficamente come Antonio Costa, riconosciuto poi dal patrigno come Laccabue, cambia il suo cognome in Ligabue. A lui è dedicato uno...

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VIGNOLA. Nasce 116 anni fa, a Zurigo e viene registrato anagraficamente come Antonio Costa, riconosciuto poi dal patrigno come Laccabue, cambia il suo cognome in Ligabue. A lui è dedicato uno spettacolo che andrà in scena questa sera e domani al Cantelli. Dopo un'infanzia malaticcia e difficile, dai comportamenti autolesionisti e aggressivi, entrate ed uscite da case di cura e manicomi, nel 1948 la critica comincia ad interessarsi di Ligabue e delle sue intense e coloratissime opere. Ligabue vince premi, vende quadri, si identifica nelle forme maniacali, prima con la passione per le motociclette, poi per le auto, ma continua, fino alla morte, ad essere un personaggio “strano”, diverso, quasi inquietante. Il pittore riesce a trasformare i suoi incubi notturni, le sue ossessioni, le sue paure, in geniali visioni di bestie feroci, le ama, le comprende, gli vuole assomigliare esprimendo su tela un'immaginazione e una memoria incredibili.

Andrea Santonastaso e Alessandro Pilloni, attori emiliani, appartenendo alla generazione che ha scoperto Ligabue guardando uno sceneggiato televisivo degli anni '70, dopo anni di ricerca su quanto è stato pubblicato sul “pittore matto”, con “Toni Ligabue, una bestia di pittore”, questa sera alle 21 e domani alle 16.30, presso il teatro Cantelli, realizzano il desiderio di mettere in scena un lavoro sul grande pittore. «Mi sono immaginato il mio personaggio, anch'esso come un tipo “un po' strano” - spiega Pilloni, che dello spettacolo è il regista - che narra di Ligabue tenendo in mano una sua foto, quasi lo avesse incontrato, gli fosse stato vicino, trovando un posto per lui dentro di sé fino al punto di sentire la sua voce, di vederlo apparire».Ed ecco, sul palco l'alter ego di Toni, quella “bestia di pittore”: Andrea Santonastaso che, con immensa bravura, simpatia e dedizione lo incarna alla perfezione intervenendo nel monologo se e quando ritiene il caso. E per una “due giorni”, l'atmosfera del Cantelli si veste dell'arte travolgente, sublime e malinconica cresciuta, negli anni, in riva al Po dalle mani di un folle artista.

Angela Balboni

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