Mi chiamavano Professor Fatica: Gigliotti si racconta in un libro
MODENA. Domani pomeriggio, alle 18, al Consorzio Creativo, in via dello Zono 5, verrà presentato il libro “Mi chiamavano Professor Fatica” (Ed. Ediciclo), l'autobiografia di Luciano Gigliotti...
MODENA. Domani pomeriggio, alle 18, al Consorzio Creativo, in via dello Zono 5, verrà presentato il libro “Mi chiamavano Professor Fatica” (Ed. Ediciclo), l'autobiografia di Luciano Gigliotti scritta a quattro mani con lo scrittore e giornalista della Gazzetta di Parma Claudio Rinaldi.
È un evento per la nostra città perché il personaggio in questione è un pezzo da novanta, allenatore storico del mezzofondo e della maratona italiana, medaglia olimpica due volte con Gelindo Bordin (Seul 1988) e Stefano Baldini (Atene 2004) e padre putativo di decine di atleti che grazie al suo supporto tecnico e psicologico hanno ottenuto risultati a volte impensabili.
Gigliotti è un uomo tutto d'un pezzo un “hombre vertical” che nella sua vita ha sempre ottenuto le vittorie con la cultura del lavoro e del sudore, senza appoggi, agevolazioni o raggiri (leggi doping). Lui, di origine triestina, figlio di una vittima della Foibe che ha visto il padre per l'ultima volta a nove anni mentre gli sgherri di Tito lo trascinavano via, stabilitosi in terra Emiliana non poteva nutrire simpatia per il comunismo nostrano di quei tempi dove si respirava ancora il vento freddo degli Urali, roba da orsi Russi.
Eppure grazie alla sua cristallina serietà professionale e competenza sempre all'avanguardia, Luciano, fin dai primi passi della sua carriera all'inizio degli anni Sessanta folgorato dalle Olimpiadi di Roma, ha convissuto con le amministrazione politiche monocolore che si sono succedute facendosi valere e imponendosi con la forza del lavoro.
Visto il personaggio, la sua autobiografia non poteva essere che uno scoppiettante elenco di aneddoti gustosi e divertenti e un saggio esemplare di cosa significhi seguire a trecentosessanta gradi atleti di alto livello che sono comunque e soprattutto donne e uomini con le loro incertezze, fragilità, complessità.
E bravo è stato Claudio Rinaldi nell'assecondare l'entusiasmo ruspante e contagioso di Gigliotti cercando uno stile agile e avvincente e corredando il testo con una serie di ficcanti interviste. Come quella ad Alessandro Lambruschini, ex campione europeo e bronzo olimpico nei 3000 siepi che ha sperimentato il carattere esuberante di Luciano (pugno di ferro in guanto di velluto) prima come allenatore e in seguito addirittura come suocero.
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