Le declinazioni dell'astrazione geometrica
Opere su carte di Munari, Reggiani, Veronesi, Max Bill, Vasarely, Bonalumi, Castellani, Dorazio, Perilli
MODENA. Arte concreta, minimalismo e pittura analitica: tra queste tre correnti oscilla la mostra “La variante e la regola”, a cura di Serena Goldoni e Marco Pierini, da domani alle 18, nelle quattro sale del piano superiore di Palazzo S. Margherita. Circa 30 anni di ricerche, dal dopoguerra agli anni settanta, nel campo dell'astrazione, dalle strutture spesso di variabile geometria, pur non venendo meno l'attenzione al colore, alla luce e al movimento.
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Ricerche che hanno impegnato artisti italiani e stranieri, di cui la rassegna dà conto attraverso oltre 60 opere scelte dalla Raccolta del disegno della Galleria Civica, dalla collezione di Don Casimiro Bettelli (data dalla curia in comodato nel 1999) che si era interessato pure al lavoro di artisti americani. Può trarre in inganno la parola “concreta” che non reca riferimenti alla realtà o ad astrazioni dalla realtà. La concretezza risiede nelle forme e colori delle immagini come elaborazioni di processi mentali, perché il Mac (Movimentto di Arte Concreta), fondato a Milano nel 1948 da Dorfles, Munari, Soldati e Monnet, si poneva in netta contrapposizione al realismo degli artisti impegnati politicamente e alle esaburanze della pittura informale. È quanto si può verificare nel disegno a matita e carboncino di Bruno Munari, nella serigrafia a cinque colori del tedesco Max Bill, nella composizione astratta ad acquarello del modenese Mauro Reggiani e nei disegni di Luigi Veronesi, ma anche nel carboncino “dallo spazio totale” di Mario Nigro e nelle litografie di Piero Dorazio e Achille Perilli.
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Da segnalare l'aspirazione all'integrazione delle arti, all'archittetura, al design e all'arredamento e ciò giustifica la presenza di una tecnica mista dell'architetto Ico Parisi. Di effetti visivi, di illusioni ottiche e percettive è la seconda sala con le 325 dinamiche circolari, in una assemblaggio di 25 serigrafie, di Marina Apollonio e la tempera del reggiano Marco Gerra (i due artisti hanno partecipato nel 1967 a “Parole sui Muri” a Fiumalbo e le loro opere sono state donate da Mario Molinari alla Civica), il disegno colorato di Dadamaino, le otto serigrafie di Sol Lewit e tre litografie di Vasarely.
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La mostra verifica l'astrazione in diverse direzioni, con una attenta analisi di rapporti spaziali. E «le carte di Claudio Olivieri e Claudio Verna rimandano - sostiene la Goldoni - alla pittura analitica che non ha connotati di referenzialità». Lo sguardo va anche al “Diario italiano”, serigrafie a colori in un contenitore in vetroresina e legno, di Agostino Bonalumi, alle estroflessioni su campiture monocrome di Enrico Castellani, in un'alternanza ritmicamente modulati di spazi concavi e convessi, alle impronte del pollice di Giorgio Griffa, all'acquatinta, monocromatica e minimalista, dell'americano Brice Marden.
Tanti i nomi da scoprire e la visita alla mostra è possibile fino al 6 aprile. Visita guidata, il 28 febbraio alle 16.30, condotta dalla Goldoni.
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