Gazzetta di Modena

Controesodo in A14 avventure autostradali tra code e stress

Controesodo in A14 avventure autostradali tra code e stress

In un viaggio incolonnati sotto il sole d’agosto i protagonisti cambiano i posti in auto e i ruoli, ma non i loro destini

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È un vero e proprio romanzo on the road quello di Piero Malagoli, bancario modenese di 51 anni e appassionato di letteratura americana.

Lo sfondo del suo “Controesodo in A14” (Rubettino, 267 pagine, 14 euro) però non è il deserto di Paris-Texas ma quella Pianura Padana tra la via Emilia e il West che ha imparato a conoscere sin da ragazzo. Nel libro descrive umori e rumori, odori e terrore tutti concentrati in poche ore di coda compatta tra la Riviera e il casello di Modena Sud.

Il suo romanzo di narratore che strizza l’occhio alle sceneggiature da road movies è stato anche premiato al concorso “Parole nel vento” della Provincia di Catanzaro e puntualmente è arrivata la pubblicazione con un editore di quel territorio che ormai ha acquistato una notorietà a livello internazionale.

La trama è quanto di più imprevedibilmente scontato ci si possa aspettare quando si rimane per ore sotto il sole rovente, spostando di pochi metri l’auto nel solito prima-seconda freno.

Due coppie in coda sotto il solleone d’agosto si scambiamo sguardi e poche frasi dai finestrini, divisi dal ceto sociale e da una parete di cristallo che c’è e si nota; da una parte due professionisti con Bmw superaccessoriata e aria condizionata a palla, dall’altro due giovani sulla trentina, Golf usata, condizionatore rotto e radio a tutto volume con gli U2. In breve un clima di confidenza e sfida porta a uno scambio di coppie tra le due lei che scambiano sedili e viaggio per duecento chilometri. Di qui lo scapigliato volenteroso e non molto in soldi, di là il guscio d’acciaio di un benessere neppure ostentato.

Nei loro dialoghi, fatti di confessioni più di ammiccamenti, per quel meccanismo che ben conosce chi viaggia in treno o in autostop, scatta una molla che porta a lasciar cadere la maschera delle convenzioni sociali. E mentre i dialoghi corrono verso il finale, tra approcci esibiti o negati, tra le due vetture che procedono a km di distanza l’una dall’altra s’incrociano le traiettorie di due altre vite complicate. Il fallito su una Volvo che cerca un riscatto e un impunito soldarolo, un arricchito come tanti, che ha il problema di come nascondere i guadagni in nero, i soliti 130 mila euro mensili.

Il finale è - apparentemente a sorpresa - ma quello che diverte è il ritratto senza veli e senza cosmetici dei caratteri dei sei protagonisti. Le loro vite non precarie ma tute provvisorie e fatte di certezze in prestito sono destinate ad essere ribaltate da qualcosa che il lettore legge ma che loro devono ancora imparare.

Piccoli trucchi narrativi che l’autore ha affinato nel corso degli anni. Malagoli ha esordito da giovane con brevi racconti e poi ha esordito con due libri pubblicati dall’editore modenese “Il Fiorino”: “Iena” nel 2011 e “1977” nel 2012. Con “Controesodo” c’è un salto di qualità, dove l’automobile è la regina dell’asfalto.

Saverio Cioce

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