In scena al Michelangelo un flirt che non finisce mai
Marco Columbro e Gaia De Laurentiis protagonisti da stasera della commedia “Alla stessa ora, il prossimo anno”. L’attore: tanta tv, ma il teatro è il mio mondo
MODENA. La commedia “Alla stessa ora il prossimo anno”, di Bernard Slade, per la regia di Giovanni De Feudis, e interpretata da Marco Columbro e Gaia De Laurentiis, sarà in scena da stasera a giovedì, alle 21.15, al teatro Michelangelo. È forse la più famosa ed amata commedia romantica del ventesimo secolo, considerata a tutti gli effetti la migliore fra tutte quelle a due personaggi, che hanno inondato le scene di Broadway. È diventata un film di successo e resta una delle commedie più prodotte nella storia dello spettacolo.
In Italia la prima edizione e? stata prodotta da Garinei e Giovannini nel 1978 con Enrico Maria Salerno e Giovanna Ralli, poi una seconda edizione del 1989 con Ivana Monti e Andrea Giordana. Nel 2001 la coppia Marco Columbro (nel 2002 verrà sostituito da Gianfranco Iannuzzo) e Maria Amelia Monti registra ovunque il tutto esaurito.
George è fuori casa per lavoro. Doris è fuori casa per un ritiro spirituale. Sono al ristorante, lui la nota e le manda una bistecca. Sì, certo, alle signore si mandano fiori, ma quel ristorante è rinomato per le bistecche non per i fiori. Comunque, i due finiscono in quella camera di motel californiano come per caso.
Entrambi sposati con figli, entrambi benpensanti. La mattina dopo si ritrovano oppressi da un devastante senso di colpa. Tanto devastante che decidono di rivedersi. Il prossimo anno, lo stesso giorno, la stessa ora, stesso motel, stessa camera. E poi l’anno dopo, e poi l’anno dopo ancora. Anno dopo anno. Si sa come sono gli amanti, specie se si amano, ritengono se stessi e il loro amore il centro dell’universo.
Columbro, si tratta di una storia d'amore che dura 24 anni.
«È una storia parallela che i due protagonisti hanno con i rispettivi coniugi. In questa commedia si vedono sei quadri, intervallati da cinque anni, e tra un quadro e l'altro scende uno schermo per far vedere come cambia l'America e come cambiano i protagonisti. In un certo senso sono sei personaggi diversi che cambiano come il loro paese».
Nel 2001 eri in tournée con la stessa commedia con Maria Amelia Monti, poi ti ammalasti e fosti costretto sospendere le repliche. Adesso hai ripreso questo spettacolo.
«Volevo terminare il percorso che avevo iniziato quattordici anni fa. Visto che è una delle commedie più belle, era un vero peccato non riprenderla. Un lavoro che fa pensare e riflettere».
Adesso hai una nuova collega in scena.
«Gaia è una compagna di viaggio strepitosa. È una donna molto divertente, alla mano, simpatica e c'è un grande feeling sulla scena perché è una brava attrice. Interpreta una Doris accattivante con delle sfumature sensuali e di grande profondità. Il pubblico fino adesso si è divertito».
Hai detto che il teatro è faticoso e che ogni sera è un esame.
«Ogni sera lo spettacolo è diverso e cambia in funzione del pubblico che troviamo. Le emozioni possono essere diverse da regione a regione».
Nicola Calicchio
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