Roberto Bolle: è ora di tornare a danzare al Teatro Pavarotti
Era il dicembre del 1997 quando un giovane Roberto Bolle incantò il Teatro Comunale di Modena con un’interpretazione memorabile del bel Basilio nel Don Chisciotte. Quella sera, alla sua entrata in...
Era il dicembre del 1997 quando un giovane Roberto Bolle incantò il Teatro Comunale di Modena con un’interpretazione memorabile del bel Basilio nel Don Chisciotte. Quella sera, alla sua entrata in scena, il pubblico rimase letteralmente a bocca aperta per poi sciogliersi, nel finale, in applausi fragorosi e urla da stadio: oltre al consono “Bravo!” per la prima volta in teatro echeggiò anche l’inusuale “Bello!!”. Molti di questi spettatori erano giunti in trasferta da Bologna e con un moto spontaneo, nato da questa folgorazione artistica, diedero vita al primo fans club intitolato alla futura étoile e si battezzarono “I Bollerini”.
Oggi, dopo cinque lunghi anni di assenza, il “divino” (come lo chiamano loro) ritornerà a Bologna al Teatro EuropAuditorium, con tre spettacoli tutti sold-out del suo “Roberto Bolle and Friends” . Sul palco assieme a lui, le stelle dei più importanti corpi di ballo: Constantine Allen, Alicia Amatriain, Viktorina Kapitonova, Nicoletta Manni, Ekaterina Osmolkina, Xander Parish, Dinu Tamazlâcaru. Questo firmamento di étoiles si esibirà in pezzi immortali tra i quali “Mono Lisa”, “Carnevale di Venezia”, “Cenerentola” e il pas de deux dell’ Excelsior, più due assoli di Roberto Bolle.
Quali sono le sue emozioni per questo ritorno a Bologna?
“È la città in cui c’è il cuore pulsante del mio primo fans club, “I Bollerini”. Mi seguono dai miei esordi con particolare calore, attraversano oceani per me e so che aspettano con entusiasmo queste date bolognesi e non posso che essere molto felice di iniziare il tour 2015 in questa città”.
Ritorniamo a Modena. Nei suoi anni scaligeri hai mai incontrato il maestro Pavarotti?
“Uno dei più grandi rammarichi che ho è quello di non aver mai incontrato il Maestro. L’unica occasione in cui siamo stati coinvolti nello stesso evento è stata la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali di Torino nel 2006, ma io danzavo su un palco allo stadio e lui cantava in un’altra location. Non ci siamo mai incrociati, nonostante io abbia preso parte a tante opere. Abbiamo fatto parte dello stesso mondo senza conoscerci mai”.
Un’altra nostra eccellenza è il buon cibo. Si è mai potuto concedere un piatto di tortellini?
“Ma certo! Fortunatamente non ho una dieta così rigida. Per me è più importante mangiare cose di qualità che non siano troppo fritte o troppo grasse. Soprattutto prima dello spettacolo devo stare leggero e nutrirmi con cibi che mi diano energia, ma dopo posso indulgere in qualche peccato di gola. Non ho davvero problemi con tutto quello che bruciamo sul palcoscenico. Se il cibo è di qualità e ti fa star bene, non vedo perché privarsene, sempre senza esagerare”.
Conclude il trittico degli emblemi modenesi la Ferrari. Ne ha mai guidata una?
“Ho la patente, e guido, ma mai una Ferrari. Caspita “una Rossa” …mi piacerebbe proprio. Speriamo che prima o poi mi arrivi un invito da Maranello per provarla, ma soprattutto speriamo di essere in grado di guidarla!”.
È dal 1997 che non si esibisce più a Modena. Possiamo sperare in un suo ritorno?
“So che tantissimi modenesi saranno a Bologna per queste tre date, ma è vero: è ora di tornare anche a Modena. Purtroppo ho tantissimi impegni internazionali e nei giorni liberi cerco di organizzare i miei galà. Ne sono anche direttore artistico e questo ruolo mi sta dando tantissime soddisfazioni , ma richiede una dedizione particolare sebbene gratificante, dato che devo scegliere gli artisti e far coincidere tutte le date in cui si possano esibire con quelle in cui anche io sono libero da impegni. Ma devo assolutamente tornare”.
Roberto Bolle nel dicembre 2012 danzò a Mirandola, duramente colpita dal terremoto, con l'intento di offrire a chi stava soffrendo un'occasione di distrazione dai disagi, di ritorno alla normalità sebbene per poche ore, oltre a contribuire alla raccolta fondi. Siamo sicuri che al suo ritorno al Teatro Pavarotti la prossima volta oltre a “Bello!” e “Bravo!”, Roberto si sentirà urlare dai modenesi anche …”Grazie!”.
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