Il colore si fa pura melodia
Al Centro Muratori “Quadri per un concerto” di Policarpo
MODENA. C'è analogia tra pittura e musica. L'aveva scoperta il pittore russo Kandinsky, nei primi decenni del Novecento, portando i suoni musicali a vero linguaggio visivo astratto. E sul concetto che un'arte possa imparare da un'altra arte ha riflettuto e operato, una quarantina d'anni fa, anche l'astrattistista geometrico milanese Luigi Veronesi, traducendo le note musicali in corrispondenti colori. Da queste premesse nascono "Quadri per un concerto" che Vincenzo Policarpo presenta, fino al primo marzo (da mercoledì a domenica 16.30-19.30), al Centro Studi Muratori, in via Castel Maraldo 19. Un concerto per violini che ogni opera configura come struttura di tanti frammenti che, assumendo di volta in volta nuove modulazioni in un'atmosfera cordiale e disincantata, sviluppano risonanze emozionali e musicali. Elementi diversi, figurativi e astratti, determinano vibrazioni sottili di colori, in sequenze di linee che diventano puro sviluppo di cromie. E proprio le notazioni di segni e colori mirano non tanto ad una oggettivazione di strumenti musicali, quanto a una ininterrotta melodia che si manifesta attraverso il ritmo di libertà inventiva di particolari di polivalenza di significato e di accenti. E lo spirito che anima i vari quadri riecheggia come insieme unitario di cadenze dolcemente cullate, in un abile gioco di dettagli di amabile leggiadria. Si avvera la dimesnione di uno stile volto a strutture disarticolate, dissonanti, di piglio fantastico, di esplosioni di componenti segniche e cromatiche che stabiliscono, in sottili equilibri, differenti variazioni di tono, ridestando un canto armonioso. Nella festa del colore da cui affiorano mandolini, corde, ambienti, figure umane, in una variegata commistione di dettagli, l'opera si fa racconto di una serenata in primavera, di un cantastorie, di una danzatrice, di passione, di atto d'amore, di attesa. Ma pure di un'aura lirica, romantica che lega la pittura alla poesia che Policarpo esprime attraverso i versi raccolti in cinque libri, il primo dei quali pubblicato da Guanda nel 1964, l'ultimo "Il canto del silenzio" da Colombini Editore lo scorso anno. Di una vivace ingegnosità si connota pure una serie di dipinti dedicati alle biciclette e alle barche (vele al vento) per un abbandono a sentimenti di avventura.
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