Nek: «Trionfare sarebbe fantastico ma sono già felice come un bimbo»
Il cantante di Sassuolo primo nella serata delle cover, è il più amato sui social network, la sua canzone “Fatti avanti amore” è la più trasmessa dalle radio: «È un brano che non ti aspetti, mi sento cresciuto»
SANREMO. E' un Filippo Neviani tranquillo e sorridente quello che ci raggiunge in sala stampa a Sanremo. Tra qualche ora sapremo se la sua “Fatti avanti amore” vincerà il festival, ma Nek sembra non voler pensare affatto alla gara. «Mi sto divertendo come un bambino - ci confessa - Sono sereno e soddisfatto del mio brano e delle mie performance sul palco dell'Ariston. Certo, sarebbe bello vincere, ma ciò che ora mi dà più soddisfazione è sapere che la mia canzone è la più amata dalle radio e soprattutto dalla gente». “Fatti avanti amore” è davvero la più trasmessa dalle emittenti radiofoniche di tutta Italia ed è una delle canzoni più nominate e votate sui social e dai media.
Come spieghi il successo?
«È un pezzo molto rock. L'ho scelto perché mi sembra il più consono e al contempo il meno festivaliero. È il brano che non ti aspetti da Nek a Sanremo. Rappresenta il mio ritorno, il mio nuovo percorso nella musica italiana».
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Ti senti cresciuto?
«Credo che la ricetta per crescere umanamente e artisticamente, portando avanti una carriera ventennale come la mia, consista nel continuo confronto con il mio gruppo di collaboratori. Amo le sinergie, il gioco di squadra, la forza della condivisione. Lo scambio di idee che porta alla nascita di nuove canzoni». Giovedì sera Nek ha stregato milioni di spettatori con la sua personalissima versione di “Se telefonando” di Mina: «L'arrangiamento è stato fatto in un solo pomeriggio, dalle 14 alle 20. Ho cercato di preservare la magia del brano originale, aggiungendo una nuova chiave di lettura che non storpiasse la canzone. E' stato un processo delicato, tra archi e riff di chitarra che ha aggiunto elementi di novità, pur mantenendo lo stesso fascino nella progressione delle note».
La prima persona che hai sentito dopo aver vinto?
«Ovviamente Patrizia, mia moglie. Ho ricevuto anche una marea di messaggi e di telefonate dagli amici modenesi. Mi hanno detto che a Sassuolo e dintorni sono tutti impazziti per ciò che mi sta accadendo qui a Sanremo. Ho quasi paura di tornare a casa!».
Che sia l’anno della consacrazione di Nek?
«Il fatto che io sia qui testimonia il grande amore che provo per la musica e il lavoro fatto in questi anni. Mi sono tolto parecchie soddisfazioni e ho ottenuto ottimi risultati in carriera, ma il cerchio si chiuderà solo a 60 anni».
Come è nata “Fatti avanti amore”?
«E' stato il primo brano che ho scritto per il nuovo album, che uscirà a marzo. La canzone è nata la scorsa estate, il disco è terminato ad agosto. Dopo pochi giorni ho ricevuto la telefonata di Carlo Conti. E ora mi trovo a Sanremo».
La canzone si presta a diverse chiavi di lettura, come spiega il suo autore e interprete.
«Credo che ci sia un senso al dolore che proviamo. Il male ci fa capire la differenza tra le cose utili e futili. A me è successo. Fatti avanti amore nasce infatti da un flash avuto subito dopo la morte di mio padre e la nascita di mia figlia Beatrice. Due emozioni fortissime ma opposte tra loro che ti aprono gli occhi e il cuore, cambiando le priorità della vita. E sono convinto che, biologicamente e spiritualmente, siamo fatti per amare. Il testo del brano dice: abbiamo bisogno di afferrarci e di girare insieme come ingranaggi. Una frase a cui sono molto legato e che mi rappresenta».
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Cosa prova Nek oggi, a poche ore dalla finale?
«Ho il cuore che scotta come una caldaia! Percepisco tanto affetto nei miei confronti, c'è fermento intorno a me. E proprio per questo, io ho già vinto».
Ti senti in competizione con i giovani che provengono dai talent?
«Per la prima volta ho trovato un clima di sintonia e di grande tranquillità al festival. Non c'è competizione tra di noi. Ci troviamo a chiacchierare a cena, a scambiarci sms, si parla tanto di musica. Con Gianluca Grignani si è ipotizzato addirittura una nostra collaborazione in futuro».
Cosa hai provato martedì sera, pochi istanti prima del debutto all’Ariston?
«Un'emozione fortissima. La stessa che ho provato 18 anni fa. Forse ero più spaventato! Ho detto: che Dio me la mandi buona! Primi secondi tragici, poi i 22 anni di esperienze e gavetta sono emersi».
Come sarà il dopo Sanremo di Nek?
«Credo che non mi fermerò per almeno due anni. A marzo uscirà “Prima di parlare”, il mio nuovo album di inediti. Sarà il disco della consapevolezza, che mostrerà quanto e come io sia cambiato. Subito dopo tornerò in studio per registrare la versione spagnola del disco e, in autunno, partirò per un lungo tour europeo».
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