Gazzetta di Modena

Il principe dell’acquaforte

di Michele Fuoco
Il principe dell’acquaforte

Ad Arte su Carte splendide incisioni di Gianfranco Passoni

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MODENA. Su un operare attento, meticoloso si fonda l'opera grafica che Gianfranco Passoni presenta, fino al 7 marzo (chiusura: domenica), ad Arte su Carte, in via Fratelli Rosselli 23. Poco più di 40 fogli, dalle seconda metà degli anni sessanta al 2010, costituiscono la sua produzione incisoria, sostenuta da un procedimento creativo che sottende una esecuzione esperta e consapevole che rimanda, come esempi eccellenti, a Rembrandt e altri artisti olandesi del Seicento, nonché a Durer. E la pratica antica si manifesta anche nella capacità dell'artista modenese (nato alla Santona di Lama Mocogno) di aver prodotto nel suo studio, sin dal periodo in cui frequentava l'Accademia di Bologna, una buona parte delle incisioni, disponendo di un piccolo torchio, mentre altre opere sono state realizzate nel Laboratorio di Arte Grafica di Modena, diretto da Roberto Gatti. L'acquaforte è la tecnica più familiare a Passoni che ricorre talvolta, in fasi successive, ad interventi minimi ad acquantinta, a puntasecca e alla maniera nera (mezzotinto), determinando diversi stati di stampa, sempre in pochi esemplari. Bisogna riconoscergli una straordinaria perizia nel disegno, come sostanza vitale di rappresentazione soprattutto naturalistica che coniuga elementi reali di riconoscibilità dei luoghi (paesaggio lungo il Panaro, verso Fanano, il pozzo a San Venanzio, il vecchio mulino...) e altri puramente fantastici. Nella stessa opera si possono trovare, con una operazione di “collage” immaginativo, aspetti di natura di luoghi differenti, ai limite della dimensione onirica. Questa sua maestria nel segno è in consonanza con il lavoro di docente di disegno dal vero e di educazione visiva, svolto per decenni all'Istituto Venturi di Modena. Senza dimenticare la lezione all'Accademia bolognese di grandi esperti della grafica, come Luciano De Vita e Paolo Manaresi. Un rigore compositivo che Passoni porta anche nella pittura, tanto che in un anno l'artista realizza solo pochi dipinti (non più di sette o otto). È questo uno dei motivi delle sue poche mostre. In ogni caso Gianfranco, di carattere riservato, non ha mai amato il “mostrismo”, la spettacolarità delle esposizioni. Ricordiamo la personale nel 1970 alla Sala di Cultura, a cura di Oscar Goldoni, e altre al Centro Studi di Modena a Firenze e Sanremo. È stato premiato, nel 1970 e 1972 alla V e VI Mostra Nazionale di Grafica di Arezzo.

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