Trittici poetici su note musicali: grande successo di “Discordanze”
MODENA. Intenso ed emozionante lo spettacolo andato in scena alla Chiesa San Carlo sabato nell'ambito di Buk e tratto dal libro di poesie “Discordanze” di Daniela Tazzioli (Incontri Editrice,...
MODENA. Intenso ed emozionante lo spettacolo andato in scena alla Chiesa San Carlo sabato nell'ambito di Buk e tratto dal libro di poesie “Discordanze” di Daniela Tazzioli (Incontri Editrice, Sassuolo, 2014). Lo spettacolo consisteva nella lettura recitata di sei trittici poetici intervallati da intermezzi musicali eseguiti dall'ensemble vocale diretto dal soprano sassolese Sandra Gigli. Una produzione locale stupefacente per la bellezza evocativa dei contenuti e la professionalità dei protagonisti, alcuni dei quali giovanissimi. I trittici sono lunghe poesie che riproducono i diversi momenti della vita di una donna, infanzia, giovinezza ed età adulta, e sono stati recitati dall’autrice stessa, da una giovane adolescente, Shanti Grieco, e da una bambina, Alice Felizzi, che ha incantato il pubblico per la sua bravura. Il poeta Emilio Rentocchini, nella prefazione, li ha definiti “una raffica lacerante che squarcia e ricuce e riscuoia continuamente la trama orizzontale” di queste poesie, “aprendone gli spessori più profondi, intimi, come scavati nella carne stessa dell'autrice”: una sorta di viaggio interiore in tre tappe, “un cammino - come scrive l'autrice - di riconciliazione che parte dallo stupore del nostro io bambino e attraversa il dolore e le grandi domande sull'esistenza e la profondità o la debolezza dei legami che lungo questo cammino stringiamo e ci porta infine a ricostruire il nostro sé nella sola dimensione che ci rende liberi: la libertà di amare e di lasciarci amare”. Notevole la performance dei tre musicisti, Sandra Gigli al pianoforte e voce, accompagnata dai suoi giovani allievi Daniele Benvevuti (voce e chitarra) e Martina Orsi (voce), che hanno introdotto e chiuso ciascun trittico con una scelta azzeccata di branitratti dal repertorio cantautorale italiano. Fra i pezzi eseguiti hanno colpito in particolare tre canzoni composte da Bianca D'Aponte, giovane cantautrice di Aversa, prematuramente scomparsa, alla cui memoria è stato dedicato quello che è considerato oggi il maggior premio di cantautorato femminile italiano, il premio “Sono un'isola: io, donna per una canzone d'autore” che si tiene ogni anno nella città campana. Insomma, una performance di alto spessore musicale e poetico che varrebbe la pena venisse riproposta in altre sedi del territorio. Spiace infatti constatare come, all'interno di una manifestazione ampiamente finanziata con fondi pubblici, non sia stata data visibilità a una produzione artistica locale di alto livello non inferiore per qualità ad altre performance portate sulla stessa scena da attrici straniere professioniste, certo molto brave ma al cui fianco non sfigura la produzione locale proposta al San Carlo. (a.s.)
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