Una dolcezza crepuscolare
Al Salotto del Muratori i paesaggi di nebbia di Sanmartini
VIGNOLA. È chiamato “il pittore della nebbia”. Gilberto Sanmartini si è conquistato questo appellativo, perché i suoi quadri sono caratterizzati dalla presenza, più o meno accentuata, delle brume padane. Atmosfere nebbiose di cui il pittore ha personale esperienza, perché vive a Monte San Pietro (Bologna) dove è nato 71 anni fa. E la nebbia trova connessioni proprio con i luoghi che realmente ne sono “contaminati” per parecchi giorni dell'anno. Sulla tela i paesaggi hanno riferimenti reali. Solo raramente subiscono qualche modifica. Si fanno riconoscere i piccoli borghi e le case abbandonate, tavolta pur nel conforto della vegetazione, il laghetto con ciliegio, il fiume, barche a riposo, panorama dal ponte, due scorci della Bassa modenese, calanchi a Monte S. Pietro, le vallate collinari, Savigno, un paesaggio con ponte antico, il torrente sul cui fianco destro cammina un uomo con la sua bici. All'artista bolognese piace cogliere anche le atmosfere mattutine, il sole che stenta a manifestarsi nella sua luce perché è la nebbia ad impedirlo, la “luna di miele” per l'intimità che due giovani cercano nel silenzio di uno scorcio naturalistico. In tutta l'opera vive quell'aura di malinconia dominata da una luce discreta, di dolcezza crepuscolare. A crearla sono cromie dalle sottili, delicate vibrazioni che penetrano, perché connaturate con il respiro delle cose, all'interno delle architetture rurali, della variegata vegetazione, incapace di rivelarsi nel suo vero splendore. La nebbia è come un persistente alito di vento che pare preservare quei luoghi cari a Gilberto. L'artista non rinuncia ai segreti della disciplina compositiva che consente, con colori ad olio o acrilico, la contemplazione affettuosa, ammirativa per il paesaggio nelle sue notazioni di grazia, nelle sue componenti emozionali. La critica riconosce nelle sue opere, esposte fino all'8 marzo al Salotto di L. A. Muratori (da giovedì a sabato 15.30-19, festivi anche 10-12) una cifra pacata, vagamente malinconica, un innato candore, “la chiarezza interiore che si coniuga con quella delle nebbie emiliane in cui si rifugia”. Sanmartini è autodidatta e ha cominciato a dipingere quando aveva 15 anni. A 24 anni il debutto sulla scena espositiva. Ora si contano più di 80 partecipazioni, tra mostre personali, collettive e concorsi nazionali e internazionali. Ha esposto più volte al Centro Studi Muratori di Modena.
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