Gazzetta di Modena

Nek: musica, fede e Sassuolo i miei punti di riferimento

di Silvia Marchetti
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Filippo Neviani presenta “Prima di parlare” dodicesimo album tutto di inediti e racconta la “sbornia” sanremese, il ritorno a casa e i suoi prossimi programmi

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MILANO. Il nuovo album di Filippo Neviani si intitola “Prima di parlare” ed è uscito ieri per Warner Music. Il disco di Nek, il dodicesimo in carriera, contiene undici brani pop-rock, tra cui la hit sanremese “Fatti avanti amore” e la cover di “Se telefonando”, pezzi con i quali ha conquistato l'Ariston e numerosi premi.

Filippo ci dà appuntamento a Milano, in un noto ristorante del centro, per raccontarci la genesi del suo ultimo progetto e come sta vivendo la grande popolarità. Ad accompagnarlo ci sono le inseparabili Patrizia e Beatrice, rispettivamente la moglie e la figlia dell'artista sassolese.

Nek ci sorride, ha una gran voglia di impugnare la chitarra e di farci ascoltare le canzoni di questo importante disco: «Devo suonare e cantare! Non sto più nella pelle! - confida il secondo classificato all'ultimo festival di Sanremo - Il live è la mia vera dimensione».

E a proposito di concerti, gli chiediamo subito a che punto è con l'organizzazione del tour.

«Le prime date partiranno in autunno. Le scenografie saranno fondamentali perché aiuteranno il pubblico a entrare meglio nelle mie canzoni. Di sicuro non mancheranno incursioni di elettronica, genere che amo e con il quale giocherò parecchio sul palco».

“Prima di parlare” può essere definito un vero e proprio concept album: è l'amore, infatti, in tutte le sue sfumature e direzioni, a ispirare i testi e le musiche di Filippo.

«A me piace definirlo un album luminoso - precisa Nek - È figlio di una sinergia con il mio nuovo team di collaboratori. Ci siamo messi a un tavolo per vestire le canzoni. È un disco sporco: pop, rock, dance. È ricco di contaminazioni e stilisticamente molto diverso dai miei precedenti album».

Una delle tracce più intense del disco si intitola “Sono arrivato qui” e sembra una sorta di bilancio. È così?

«Sì, è un po' come svuotare le valigie al ritorno da un lungo viaggio. Descrive la crudeltà e la bellezza del tempo trascorso. Mi sono reso conto che, dopo ventidue anni di carriera, tra alti e bassi, ho ancora una gran voglia di ballare con la vita e di lasciarmi stupire dal mondo, mantenendo intatta un po' di quella sana ingenuità. Sono arrivato qui e ho intenzione di continuare!».

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Rimpianti o rimorsi?

«Ce ne sono. Ma anche se te li elencassi, servirebbe a qualcosa? Cambierebbe ciò che è stato? Ci sono album per i quali avrei potuto scrivere diversamente, essere più chiaro e diretto. Oppure ci sono brani che testualmente lascerei intatti ma ai quali cambierei completamente l'arrangiamento. “In te”, ad esempio, la rifarei più rock».

Sembri molto diverso dal Nek di qualche anno fa. Cosa ti ha fatto cambiare a livello personale e artistico?

«È un processo inevitabile. È la vita, con le sue gioie e sofferenze, a cambiarti. Ho dei punti di riferimento, che mi danno forza e consapevolezza. Dalla musica, per la quale nutro una passione indescrivibile, alla fede, che mi ha aiutato ad accettare e a capire i miei limiti. E poi la famiglia, l'amore che nutro per i miei cari. E l'attaccamento alla mia terra, alle mie origini».

Come è stato il ritorno a Sassuolo dopo la splendida avventura sanremese? Ricordo che in Riviera mi avevi confessato di avere un po' paura di tornare a casa!

«Sì, è stata un'emozione molto forte. Ho percepito affetto e stima nei miei confronti. Sassuolo mi fa sentire sempre a casa, mi stempera l'animo e mi fa stare in pace con me stesso. Mi sono ritrovato, però, amici e parenti che non sapevo neanche di avere. Sono spuntati come funghi».

Tutti vogliono salire sul carro del vincitore? Tu che dici?. Torniamo per un attimo a Sanremo. Quel palco te lo sei proprio mangiato! Ti sei rivisto?

«Non ancora ma ricordo bene l'adrenalina in corpo. Me lo sono proprio goduto questo festival, non come diciotto anni fa. A 43 anni sei più consapevole e te la vivi meglio rispetto a quando ne hai 27. Oggi riesco a dare un nome a qualunque cosa io provi. Non ho subito il palco dell'Ariston, ma l'ho usato a mio favore».

Lo sai che sei considerato il vero vincitore della kermesse? “Fatti avanti amore” è primo ovunque e anche all'estero spacca.

«Mi hanno detto che è al primo posto in Svizzera e ai vertici delle classifiche anche in Belgio, Germania e in altri Paesi europei. Questo Sanremo lo ricorderò con orgoglio perché il mio brano è entrato nel cuore e nella testa della gente. Ma è Il Volo ad avere trionfato. Forse è meglio così! Magari se avessi vinto, sarei stato sulle scatole a tutti!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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