Gazzetta di Modena

Bollani: suonare per me è un riposo e una gioia Sempre improvvisando

di Nicola Calicchio
Bollani: suonare per me è un riposo e una gioia Sempre improvvisando

Il musicista parla di “Piano Solo”, il concerto di questa sera e dei suoi progetti a teatro e in tivù, in Italia e all’estero

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MODENA. Fa tappa a Modena il concerto “Piano Solo” di Stefano Bollani impegnato, in questo inizio di anno, in un tour mondiale. L'appuntamento è per le 21 di stasera al teatro Storchi. Si tratta di un recital molto atteso e dal piglio enciclopedico, che ripercorre la storia del jazz e va molto oltre grazie alla personalità unica di questo straordinario pianista che è un’eccellenza della cultura italiana nel mondo. L'incasso della serata sarà devoluto allo Sci Club Paralimpic Fanano che insegna e promuove gli sport invernali per disabili sulle piste del Cimone.

Stefano Bollani è un puzzle di musica, di simpatia, di estemporaneità che si fondono in continuazione per poi cogliere e plasmare i suoni in un continuo dialogo fra improvvisazione e canzone, pubblico e pianista. Impossibile chiedergli cosa suonerà, Stefano Bollani, infatti, non lo sa finché non appoggia le sue dita sui tasti ed inizia a ripercorrere il suo io, la sua memoria, i suoi sentimenti. “Piano Solo” è un viaggio nella sua musica interiore, nelle sue emozioni, si può passare dal Brasile come dagli standard della tradizione jazzistica oppure dalla canzone degli anni Quaranta. Un viaggio incredibile, dove Bollani cattura ogni spettatore con la sua musica piena di sentimento e di divertimento, destrutturando e ricostruendo ogni volta in modo diverso i brani che spesso ritroviamo nei suoi dischi. Ecco casa ci ha detto Bollani a proposito del concerto modenese.

Bollani, tre dischi in poco più di un anno, senza contare i tuoi tour mondiali. La parola riposo per te non esiste?

«Io mi riposo solo suonando, il resto della vita è tutta una complicazione. Suonare è sempre bello perché il mio non è un lavoro, ma solo grande gioia».

Come è tuo solito, non annunci mai prima la scaletta dello spettacolo.

«Non decido mai prima di un concerto cosa farò. Il concerto è tutta una improvvisazione e nel mondo del jazz quasi tutto è costruito in questo modo».

Sei impegnato anche con lo spettacolo teatrale “La regina Dada” con Valentina Cenni.

«L'abbiamo scritto insieme e siamo sul palco insieme. È uno spettacolo che girerà tra marzo e aprile del prossimo anno. Per ora è tutto fermo ma lo stiamo già riscrivendo perché è sempre in continua evoluzione. C'è molta musica perché ci sono sul palco. È uno spettacolo teatrale a tutti gli effetti. La regina Dada è interpretata da Valentina che cerca di fare i conti con la vita sua e quella degli altri, ma in maniera surreale. A me piaceva sin da bambino il teatro Dada. Lei è la regina del proprio mondo e si muove in maniera dadaista».

Ti è capitato di rivedere qualche compagno del tuo viaggio musicale?

«Compagni di viaggio ne ho avuto tanti, il più importante è stato Enrico Rava. Dal 1996, quando l'ho conosciuto a Prato, abbiamo suonato ovunque ed inciso insieme una quindicina di dischi. È la persona che di più mi ha fatto credere in me stesso».

È un periodo in cui lavori molto all'estero.

«È proprio così. Qualche giorno fa sono stato in Germania, ma poi ci saranno Belgio, Olanda, Francia, Giappone e Australia, il tutto entro giugno».

Come giudichi la tua esperienza in televisione con la trasmissione “Sostieni Bollani”?

«L'esperienza è stata positiva e stiamo vedendo di fare un'altra cosa, un po' diversa, ma sulla falsariga del precedente impegno. Non prima però del 2016».

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