Gazzetta di Modena

La danza si fonde con una rock band

di Andrea Marcheselli
La danza si fonde con una rock band

Al Fabbri di Vignola la Mvula Sungani Company incontra i Marlene Kuntz

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VIGNOLA. Un connubio in grado di avvicinare il corpo allo spirito, il reale all'immaginario e la dimensione presente al passato è stato definito l'incontro tra Mvula Sungani e i Marlene Kuntz, all'origine de “Il vestito di Marlene”, lo spettacolo, rinviato nelle scorse settimane per il maltempo, in scena questa sera al teatro Fabbri, alle 21. Mvula Sungany, inizialmente formatosi presso lo statunitense Alvin Ailey ma con studi classici nel curriculum, è uno dei coreografi più interessanti, sperimentali, aperti a collaborazioni anche poco convenzionali ma sempre di profondi contenuti artistici, in cui ama unire la propria esperienza di creolo di origine sardo/africana a contenuti accademici così come ad aperture eterogenee. Il caso, appunto di questo spettacolo, il cui filo conduttore è l'universo femminile, nella molteplicità di aspetti che possono contraddistinguerlo. La fisicità e la grazia della Mvula Sungany Company entrano qui in simbiosi con le sonorità di una rock band capace di uscire dai limiti concettuali di un genere per aprirsi ad orizzonti ben più ampi, tanto da farsi accettare anche in contesti in apparenza assai distanti dal loro mondo. I Marlene Kuntz, infatti, sulla scena da protagonisti da almeno venticinque anni, restano una delle realtà musicali più aperte a incontri e confronti fra stimoli artistici anche disparati. Sonorità acide, cadenze inquiete ma anche melodie ammalianti sono alla base della loro musica, per l'occasione di questo spettacolo eseguita dal vivo con una mirabile interazione fra i musicisti e i danzatori, che sul medesimo palco inscenano una originale ricognizione sul concetto di femminilità. Protagonista è Marlene, ape regina, musa ispiratrice che indossa eleganza, rabbia e levità. I musicisti realizzano sulla scena una sorta di corto circuito di sensi e ragione. Cornici mobili racchiudono le scenografie che alternano vividi colori e evanescenze. Nella sostanza l'opera, realizzata su un soggetto di Tom Cardinali, è un caleidoscopio di situazioni poetiche e aggressive, dolci ed acide, e vive tantissimo sulla copresenza in scena, in un tripudio di situazioni acustico/visive assolutamente originali, di musicisti e danzatori, che sono la danzatrice Emanuela Bianchini ed i solisti della Mvula Sungani Company, e i musicisti Cristiano Godano, Riccardo Tesio e Luca Bergia.

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