Vecchioni mattatore per un Ragno d’Oro d’eccellenze e cultura
MODENA. Forum Monzani gremito (circa 900 persone), l'altra sera, per la consegna del “Ragno d'Oro Award” che premia da 59 anni i modenesi che, con genialità e intrapredenza, onorano la città. Una...
MODENA. Forum Monzani gremito (circa 900 persone), l'altra sera, per la consegna del “Ragno d'Oro Award” che premia da 59 anni i modenesi che, con genialità e intrapredenza, onorano la città. Una manifestazione a favore dell'Unicef. E «Modena - ha evidenziato Adonella Ferraresi, presidente provinciale - ha fatto sempre bella figura per la sua generosità. Siamo bravi noi che rappresentiamo l'Unicef perché siete bravi voi ad essere generosi. Il nostro aiuto va ora agli orfani di vittime dell'ebola, una malattia che sta per essere sconfitta». Tre i vincitori: Stefano Bonacini “Premio Industria” il cui marchio “Gaudì” è diventato famoso sui mercati internazionali della moda, Gregorio Paltrinieri “Premio Sport”, dominatore di recente dei campionati europei e mondiali di nuoto in vasca corta, e Leo Turrini “Premio Giornalismo”, autore anche di monografie su campioni dello sport, ai quali il presidente della giuria Angelo Oreste Andrisano, rettore dell'Università ha consegnato targa “Ragno d'Oro” e diploma.
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«Sono ogoglioso e emozionato. È un premio che non mi aspettavo, anche perché - ha detto Bonacini - ci sono imprenditori che hanno avuto risultati migliori dei miei. Forse nella scelta ha influito il fatto che sono presidente del Carpi Calcio che sta facendo bene». Molto felice il ventenne Paltrinieri perché anche l'Unicef si è ricordato delle sue imprese. E candidamente confessa che «la gara è un momento di alta concentrazione e che la vera fatica si fa durante gli allenamenti, quando si affrontano una ventina di chilometri». E a commentare le imprese del giovane atleta alle Olimpiadi del prossimo anno a Rio de Janeiro, sarà Leo Turrini, anche lui soddisfatto del riconoscimento.
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La serata si è aperta con Guido De Maria che ha letto la testimonianza, scritta da Roberto Armenia, di Gian Luigi “Titti” Brugnoli, che nel 1957 ha ideato il premio, mettendo in luce la simpatia, l'esuberanza, l'entusiasmo un po' folle per le iniziative umanitarie, l'amore per il “Modena Calcio”, l'Unicef, il Club La Meridiana, e quello per la famiglia. Alla vedova, Edda Bastai presente con la figlia Francesca e la nipotina Gaia, una targa ricordo. Tanta attenzione, e ovazione per lo spettacolo “Il mercante di luce”, introdotto dal direttore artistico Riccardo Benini, di Roberto Vecchioni, già docente di greco, autore dell'omonimo libro, pubblicato da Einaudi. Uno spettacolo all'insegna della musica, della poesia, in una mirabile fusione tra canzoni ("L'ultimo spettacolo", “La mia ragazza. Le mie ragazze”; “Le lettere d'amore dentro gli occhi”; “I colori del buio. Sui ricordi”; “Due madri. Vincent”; “Viola d'inverno. Piccolo amore”; “Ho conosciuto il dolore”; “Sogna, ragazza sogna”; “Chiamami ancora amore”...) e esperienze anche culturali, nel richiamo alla bellezza della vita, da vivere nella luce, alla stella più importante che è quella dell'umanesimo che ci portiamo dentro, alla straordinaria eredità della Grecia antica, alla grandezza dell'uomo.
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