Tra classicità e avanguardia
All’Olimpia Restaurant Manelli, Sighinolfi e artisti Fluxus
MODENA. Artisti italiani (Enrico Manelli, Paolo Sighinolfi, Jacopo Manelli. Mirco Sirotti, Gian Marco Montesano) e stranieri (Al Hansen e ErikDietman) per la mostra, fino al 7 aprile (chiusura domenica), all'Olimpia Restaurant, diretto da Cristian. Una rassegna di pittura, scultura e fotografia, con orientamenti linguistici differenti, a cura di Giovanni Vincenzi e Enrico Manelli che hanno la vocazione ad organizzare eventi in spazi alternativi. E questa volta hanno scelto il locale di viale Storchi 485, che festeggia 20 anni di attività. Le composizioni di oggetti di Enrico Manelli si fondano su strutture di taglio geometrico e, quindi, di prospettive multiple. Opere a tecniche miste che riflettono la visione dello scenografo, attività che l'artista pratica da sempre, sia come docente all'Accademia di Bologna che come autore di scenografie per teatri famosi. E su una scena della “Traviata” si genera l'opera ad olio, su tela emulsionata del 1977, di Montesano, torinese ma vive a Bologna, che è stato uno degli artisti prediletti del compianto collezionista Carlo Cattelani. Opera che Tiberio, figlio di Carlo, ha concesso per questa occasione espositiva. E' pittura che genera nuove verifiche della condizione umana, quella di Jacopo Manelli, figlio d'Enrico (vive e lavora a Rotterdam) che porta le figure a “timidi osservatori” o a sguardi di sgomento di fronte a dolorose vicende esistenziali. Verso orientamenti del movimento “Fluxus” portano l'indagine di Erik Dietman e Al Hansen, i cui lavori provengono dalla collezione Cattelani. Di Dietman, svedese morto a Parigi nel 2002 a 65 anni, che aveva interesssi per la letteratura, è esposto un collage su carta del 1987, dove l'articolata rappresentazione declina verso forme astratte, in una varietà di elementi materici e cromatici. In “Green Vesuvius Venus”, acrilico su tavola, l'atto creativo trova relazioni, per l'americano Al Hansen (1927-1995) appassionato di cinema d'avanguardia, con la mitologia e ed esperienze in Italia, in particolare a Napoli dove nel 1991 realizza l'opera. A sconfinamenti fantastici pervengono i giochi di bimbi in interni familiari che Mirco Sirotti affida all'immagine fotografica. Un affettuoso bestiario domestico prende vita nei bronzi e terrecotte di Paolo Signinolfi, in un percorso tra lumache, gatti, cavallo con puma o cavalcato da bambini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
