Gazzetta di Modena

Delbono: «Un tempo ballabile per avvicinarmi ad Edipo»

Delbono: «Un tempo ballabile per avvicinarmi ad Edipo»

Insieme a Petra Magoni e Ilaria Fantin l’attore e regista apre L’Altro Suono In scena “Il sangue” «citazione - spiega - del film che ho dedicato a mia madre»

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MODENA. È in programma alle 21 di oggi il primo concerto dell’Altro Suono Festival al Teatro Comunale. In scena l’attore e regista Pippo Delbono insieme alla cantante Petra Magoni affiancati dalla strumentista Ilaria Fantìn in uno spettacolo dal titolo “Il Sangue”. Un concerto in forma drammatica che porta in scena uno dei protagonisti del teatro del nostro tempo, una sensibilità da sempre incline a esporre storie personali, tensioni politiche, conflitti sociali, e un’interprete che attraverso la canzone d'autore ha saputo rivelare un sorprendente terreno di passione, talento e comunicazione. “Solo colui che ha attraversato indenne il confine della vita, solo quell'uomo puoi chiamare felice” dice Sofocle del suo Edipo, e in qualche modo è questa la traccia del percorso che Pippo Delbono e Petra Magoni, con le musiche preziose che Ilaria Fantin trae da strumenti antichi come il liuto e l'opharion, tracciano sul palcoscenico. Le parole di Delbono trovano eco e musicalità nella vocalità, suadente e prorompente, di Petra Magoni, per poi ricomporsi nelle volute fascinose di melodie rinascimentali, da Peri e Caccini al sommo Monteverdi. Un racconto di compassione, un “concerto sul cielo e la terra” che accosta Lou Reed, Leonard Cohen, Sinéad O'Connor e De André.

«Mi sono avvicinato musicalmente a Edipo - afferma Pippo Delbono - non con un’esecuzione intellettuale ma con un tempo ballabile, e al posto della riflessione ho adottato il colore espanso d’una pittura. Molta della materia prima verbale la prendo dall’Edipo a Colono, perché questo evento nacque nel ciclo di spettacoli classici del Teatro Olimpico di Vicenza su invito di Eimuntas Nekrosius. Oggi ho voluto riutilizzare nel titolo la parola sangue con riferimento al titolo del mio film, dove mi soffermavo sul calvario di mia madre, aggiungendo l’articolo “il”, perché suoni più dolce e meno duro l’accenno ematico a un’odissea, al tema dell’esilio e della cecità, i temi di Edipo».

Del Bono, dunque un concerto in forma drammatica?

«È sicuramente un concerto che segue una narrazione».

Musiche e parole in un viaggio appassionato che narra dell'essere umano.

«L'essere umano deve essere sempre al centro di qualsiasi arte, anche se nella sua complessità. Io in qualche modo sono uno che riscrive i testi ma cerco di scorporarli da quella narrazione filologica che, secondo me, ti fa perdere l'essenza, il cuore delle parole che non hanno tempo».

Lo spettacolo si ispira al suo film “Sangue” solo nel titolo o anche nei contenuti?

«Sangue è il viaggio della morte di mia madre che io ho filmato, raccontando la morte di chi mi ha dato la vita e nello stesso tempo è il cammino inverso. Un film che ha fatto sorgere molte polemiche tanto che nessuno ha voluto distribuirlo ed è stato fatto girare nelle sale dei preti».

Tra le sue opere c'è anche il film “Guerra”, un tema più che mai attuale.

«Guerra è un film che parla dell'essere umano che viene torturato e poi diventa torturatore, prima è vittima e poi carnefice. Io non sono un politico ma ho dei pensieri e non mi piace vedere un popolo contro un altro popolo, è sempre questione di chi comanda. È chi comanda che poi gestisce le guerre. Il mio film è la guerra vista da chi non la capisce, ma la subisce».

Lei viene definito “lo spirito più rivoluzionario del cinema contemporaneo italiano”.

«Io ho fatto dei film con piccolissimi mezzi. Sono stato il primo a fare un film con un cellulare che poi è passato su pellicola a 35mm. Vi è un rapporto diverso con le persone anche se ho girato un paio di film con una troupe. La cosa più importante è come si dicono le cose. Devo ringraziare la cineteca Svizzera e quella di Bologna che hanno deciso di passare il mio film “La paura” su 35 mm».

Come è nata la collaborazione con Petra Magoni?

«Ci siano conosciuti su un set di un film e siamo entrati subito in sintonia. Con lei non potrei mai litigare. Voglio però ricordare che sulla scena c'è anche Ilaria Fantìn senza dimenticare l'entrata di Bobò con la sua voce da uccellino. Un bel gruppo per uno spettacolo tutto da vedere».

Nicola Calicchio

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